Pesce fresco a domicilio a Roma: la nuova filiera DOL!

PESCE FRESCO A DOMICILIO ROMA DOL FISH BOX

Pesce fresco a Roma: dove trovarlo? Se cercate la qualità e la prima scelta noi di DOL vi proponiamo DOL Fish!

In queste ultime settimane, oltre a continuare a consegnare a casa vostra la Spesa Contadina, abbiamo organizzato una nuova filiera sul territorio che riguarda, infatti, i prodotti ittici. L’obiettivo è sempre la promozione e distribuzione di prodotti a chilometro zero accuratamente selezionati per voi.

E da oggi, finalmente, parte questo nuovo progetto DOL: pescato freschissimo delle coste del Lazio che vi portiamo direttamente a casa, senza costi di consegna. Triglie, merluzzi, seppie, moscardini, sgombro, spigole, orate, pagelli, occhioni, telline, cozze, vongole lupino... Tanto gusto e una bella provvista di proteine nobili, fosforo, iodio e omega 3, perché il benessere passa anche dalla tavola!

Pesce fresco a Roma e a domicilio

Una confezione Dol Fish Box contiene:

  • il pescato disponibile del giorno (sei tipologie  tra le otto sopra elencati),
  • un frutto di mare a rotazione (tra quelli in lista).

Si tratta in totale di circa 2/3 kg di pesce già tutto pulito e sfilettato, pronto per essere cotto al suo arrivo in cucina.

Il costo è di 65 euro a confezione. Dal momento che si tratta di pesce fresco e che la Box in consegna viene creata con i prodotti disponibili al momento, non è possibile in alcun modo modificare il contenuto della confezione.

È necessario prenotare la propria Dol Fish Box dal giovedì al lunedì utilizzando il numero 392 957 6658, sia chiamate che whatsapp. È possibile anche prenotare via mail all’indirizzo dol@dioriginelaziale.it. La consegna avverrà il mercoledì successivo! Il pagamento può essere anticipato, con Paypal.Me, Bonifico Bancario, oppure alla consegna con Pos o contanti.

Ci auguriamo che questa nuova fornitura Di Origine Laziale incontri il vostro gradimento. Inviatateci foto dei piatti succulenti che preparerete con il pesce del vostro DOL Fish Box, noi li posteremo sui canali social di DOL!! La mail della Comunicazione è comunicazione@dioriginelaziale.it.

pesce fresco a domicilio Roma

È partita la spesa a domicilio DOL !!

Spesa a domicilio DOL

La Spesa Contadina a domicilio! Da questa settimana siamo in consegna a domicilio in tutta Roma e anche in zone limitrofe, la consegna è gratuita e abbiamo creato per voi diverse soluzioni: dalla spesa settimanale fino ai taglieri gourmet per una coccola in più 😊.

In questo momento così difficile ci siamo resi conto che ancora una volta a farne le spese erano proprio i piccoli produttori locali, travolti dalla Grande Distribuzione, l’unica a mantenere tutti i propri canali di vendita aperti e l’unica a sostenere ritmi e capacità distributive impossibili per chi sostiene una produzione a filiera corta.

Noi di DOL continuiamo a restare al fianco dei nostri produttori, degli allevatori, dei contadini che da sempre rispecchiano il vero legame con la terra e con il cibo. Ci crediamo da anni, anzi 20 anni fa siamo stati fra i primi a crederci davvero.

Con la Spesa Contadina potrete continuare a sostenere non solo un progetto ma un’intera filiera agroalimentare.

Prenotare la vostra spesa è semplice:

  • Scegliete la soluzione più giusta per voi QUI
  • Per prenotare la vostra spesa o chiedere maggiori informazioni potete chiamare o scrivere un WhatsApp al numero 392 957 6658.
  • Potrete pagare con POS – contanti alla consegna – bonifico bancario con invio di ricevuta.
  • Il vostro ordine sarà lavorato entro 24/36 ore.
  • La consegna è gratuita in tutta ROMA.

Vi segnaliamo che in consegna da questa settimana è anche il pastificio di Mauro Secondi, trovate tutto il menù QUI. Potrete ordinare la sua pasta fresca anche tramite DOL, ve la consegneremo a casa! 😊

 

Una new entry nella Selezione DOL !

salame bastardo cinta senese Selezione DOL

Con molto piacere vi segnaliamo che la Selezione DOL si è arricchita di un nuovo e pregiato protagonista. Esso nasce ai confini del Lazio, da una collaborazione che vede un antichissimo allevamento toscano incontrare una produzione artigianale della Tuscia laziale.

Si tratta del bastardo di cinta senese, salume dall’aroma e dal profumo caratteristici. Si realizza con le carni di una razza rustica forse già allevata al tempo degli antichi romani, in ogni caso ritratta in affreschi del 1300. La fascia bianca che interrompe il pelame nero e lucido dell’animale ha dato origine al nome, insieme alla zona originaria di diffusione, la Montagnola Senese, un territorio boscoso vicino Siena.

Tuttora i suini crescono con il nutrimento offerto dalla vegetazione della Macchia mediterranea (castagni, lecci, cerri, corbezzolo, ecc.), integrato in momenti di minore disponibilità. Così recita il disciplinare:

“gli animali devono soggiornare quotidianamente in appezzamenti di terreno sia recintati sia non recintati, provvisti di eventuale ricovero per le ore notturne e anche in caso di condizioni climatiche sfavorevoli. L’integrazione giornaliera alimentare ammessa non può essere superiore al 2% del peso vivo; i costituenti di questa devono provenire per almeno il 60% dall’area geografica di produzione e si tratta per lo più di soli cereali integrali”

I piccoli allevamenti sono gestiti dall’azienda Biamiata, impegnata da anni nella rivalutazione e tutela della specie e di conseguenza specializzata in carni di altissima qualità. Il nostro salame bastardo viene poi trasformato dal salumificio GAM a Montefiascone, attivo dal 1953.

E torniamo al nostro salame! Viene realizzato con il magro scelto e di spalla. Circa un 20% del prodotto è costituito da cubetti di grasso dello stesso animale. Questi, infatti, gli conferiscono la consistenza morbida grazie a cui si scioglie in bocca. Nei pezzi più piccoli anziché aggiunto a cubetti il grasso viene macinato finemente.

Si presenta in pezzature di circa 1,7 kg. Gli ingredienti sono dunque: carne suina di cinta senese, sale e pepe. Non contiene assolutamente conservanti, additivi, glutine, derivati del latte, lattosio. La stagionatura dura circa 2-3 mesi. Non resta che assaggiarlo e dare a DOL un parere sulla scelta fatta! 😉

Dalla fiera del formaggio di Roma: arrivederci al 2021!!

fiera del formaggio di Roma, espositore Genna

Anche quest’anno a Formaticum, la nostra fiera del formaggio su Roma, c’era l’imbarazzo della scelta. Tanti espositori, tanti eventi, tante storie da farsi raccontare. Fate quattro passi con noi nelle splendide sale del Wegil per salutare alcuni produttori che sono stati a Formaticum per la prima volta in questa seconda edizione…

Il CASEIFICIO MURCETI, per esempio, dalla provincia di Grosseto, una storia familiare di recupero di terreni abbandonati, da aggiungere al podere del nonno, per destinarli al pascolo delle pecore. Le Murce sono gli accumuli di sassi, trovati in questi terreni, insieme a sentieri e vecchie capanne. 130 pecore e 20,000 litri di latte all’anno con cui realizzano il proprio pecorino, senza aggiunte di batteri, tutto a mano, forme incluse. Prediligono la vendita diretta per non svendere il frutto del proprio impegno appassionato.

Attraversiamo il Tirreno per assaggiare il pecorino sardo di CASU’E BABBU (NU) il cacio di mio padre, a breve presidio Slow Food. Le 300 pecore che pascolano in zone differenti (a 700 mt, 300 mt e palasole – dietro il sole) ma tutte all’interno del Parco Naturale Regionale Tepilora riconosciuto dall’Unesco riserva della Biosfera. E ci regalano sapori che raccontano le identità dei territori.

Il formaggio? Lo fanno i pascoli e la flora intestinale dell’animale.

Nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo pascolano invece 1500 pecore, 40 vacche autoctone e 100 capre dell’AZIENDA AGRICOLA ROTOLO GREGORIO. Orgoglioso di praticare la transumanza, Gregorio porta le sue greggi a 1200 mt d’inverno e a 1600-1800 d’estate per farle nutrire solo delle erbe del posto. “Se mangia la camomilla piuttosto che l’angelica il latte avrà un sapore diverso”. Il risultato sono 30 tipi di formaggio fatto a mano anche mescolando i tre latti, naturalmente crudi.

fiera del formaggio FORMATICUM, espositore Salvia

Conosciamo ancora due dei nuovi partecipanti, stavolta piccoli trasformatori del Sud Italia.

La LATTERIA SALVIA MARIA di Tito (PZ): il latte vaccino e caprino di tre aziende locali, che allevano sia nelle stalle che al pascolo brado, diventa formaggio a latte crudo a pasta filata, con diverse stagionature grazie anche all’uso di grotte naturali;

e il CASEIFICIO GENNA di Marsala (TP): formaggi di pecora aromatizzati, stracchini stagionati, primosale, erborinati e uno yogurt cremosissimo e senza lattosio accessibile proprio a tutti i palati. In 25 anni l’azienda ha accompagnato il miglioramento delle tecniche degli allevamenti ovini locali per garantire la piena tutela dell’animale e della qualità del prodotto.

I riconoscimenti della fiera del formaggio romana

Domenica pomeriggio sono state anche premiate alcune norcinerie romane, storicamente piene di prelibatezze casearie: “Ambasciatori del FORMAGGIO” presenti in fiera per assaggiare i prodotti degli espositori, accompagnati da 5 loro clienti particolarmente attenti ai formaggi che Formaticum ha voluto premiare con un biglietto omaggio.

Eccole tutte: Naticchioni Il Ghiottone, La Tradizione – Roma – Via Cipro 8/e, Le Officine del Gusto Srl, Volpetti dal 1870, Ercoli 1928, Formaggeria Limata, Piccola bottega merenda, Volpetti Testaccio , La Formaggeria Roma, Roscioli Ristorante Salumeria, Tomei Cibo Giusto, Tutto Ghiotto, Beppe e i suoi Formaggi, BOTTEGA LIBERATI, Le Golosità, Paciotti Salumeria. Inoltre il premio in onore del giovane pastore Roberto Molinari è andato allo Storico Ribelle per la sua storia di resistenza alle omologazioni del prodotto alimentare.

E per il 2020 ci fermiamo qui. Vi aspettiamo nel febbraio del 2021 per incontrare dal vivo questi instancabili produttori e conoscere il loro lavoro che preserva l’“equilibrio anarchico e millenario tra uomo e natura” (cit.Vincenzo Mancino).  🙂

FORMATIUCM fiera del formaggio presso WEGIL a Roma

Uomo e natura, l’equilibrio che scegliamo

uomo e natura - un alpeggio

Il rapporto tra uomo e natura è dibattuto ormai quasi quotidianamente, grazie a fenomeni come inquinamento, cambiamenti climatici, allarmi sanitari. Per decenni la natura è stata fonte di risorse e luogo di scarico di rifiuti e residui di produzione. Poi ci siamo accorti che siamo noi stessi “natura”, parte di questo ambiente depredato e avvelenato. E abbiamo cominciato a guardare con occhio più avveduto e critico i sistemi economici e gli stili di vita. Per cambiare i quali, è necessario che mutino le nostre scelte quotidiane.

Ieri sera, presso l’accogliente sala grande di Proloco Trastevere, Vincenzo Mancino ha aperto la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di Formaticum con una provocazione.

Secondo l’economia classica, come sintetizzata da Wikipedia, un bene (oggetto d’uso del consumatore) è un “oggetto disponibile in quantità reperibile e utile, ovvero idoneo a soddisfare un bisogno”. Ne consegue, quindi, che produrre beni scarsi rispetto alla domanda è inutile.

…Come dire che pastori, allevatori e produttori di Formaticum – che vivono in sintonia coi ritmi della natura, che rifiutano mangimi chimici e modalità di allevamento non rispettose, che non conoscono festività e ferie per le esigenze di accudimento del bestiame – sono inutili… visto che producono poco.

Uomo e natura, quantità e qualità

Ma come può essere inutile, per un consumatore, avere accesso a prodotti sani, frutto di un’economia virtuosa che preserva qualità ed ecosistemi? Da qui la scelta di DOL e de La Pecora Nera Editore, ideatori di Formaticum, di dedicare l’edizione 2020 al consumatore.

Domenico Villani, presidente di Onaf e ieri sera a fianco di Mancino, ha ricordato ai giornalisti il passaggio culturale da customer al consumer, ovvero da cliente a consumatore. Infatti il cliente era colui che sceglieva mentre il consumatore si limita a utilizzare ciò che il mercato propone. Ma in realtà, se rimette i panni del cliente, il consumatore può avere proprio il ruolo di cambiare la domanda dei beni sul mercato.

Come esempio paradigmatico delle buone pratiche che il consumatore può sostenere, Formaticum quest’anno ospiterà lo Storico Ribelle la cui storia ieri sera è stata raccontata dal direttore della testata online Quale formaggio, Stefano Mariotti, terzo interlocutore della conferenza stampa. Questo formaggio a base di latte crudo vaccino e caprino è prodotto in estate in Valtellina, su pascoli tra i 1400 e i 2000 metri. Era prima conosciuto come Bitto, formaggio tradizionale delle valli Gerola e Albaredo.

Quando però il Consorzio Bitto DOP, per aumentarne la produzione, ha introdotto pratiche non tradizionali – l’uso di mangimi, l’aggiunta facoltativa del latte caprino e l’utilizzo di fermenti nella caseificazione (che appiattiscono il gusto) -, alcuni produttori hanno dato vita al Bitto Storico: formaggio realizzato con modalità che ne fanno un prodotto d’eccellenza, che dal 2016 ha preso il nome di Storico Ribelle, oggi Presidio Slow Food.

Storie virtuose da promuovere e sostenere

La produzione dello Storico Ribelle sembra sintetizzare un massimo equilibrio nel rapporto fra uomo e natura, col risultato di una qualità fuori dal comune:

  • solo erbe alpine brucate al pascolo come alimentazione (valorizzazione della biodiversità),
  • un pascolo “turnato” nel rispetto dei ritmi della vegetazione montana,
  • l’obbligo di rottura e spargimento delle feci essicate sul pascolo stesso, per preparare le erbe alpine dell’anno successivo,
  • una lavorazione entro 20 minuti dalla mungitura, nella temperatura ideale dei Calècc alpini, in modo che il latte non subisca alterazioni,
  • un 10-20% di latte di capra che garantisce persistenza, gusto e longevità al formaggio.

Il passaggio successivo è quello di promuovere questo approccio antico e nuovo insieme, e gli unici che possono farlo sono gli intermediari a contatto con i potenziali clienti. Nasce così il progetto delle Botteghe Storiche, punti vendita che vendono lo Storico Ribelle e soprattutto ne divulgano il messaggio ai consumatori. Ecco allora che Formaticum premierà alcuni clienti di queste botteghe, che hanno colto il valore della proposta e ne hanno fatto la loro scelta alimentare.

Un’edizione ricchissima questa di Formaticum 2020, che speriamo riscuota tanto interesse e risvegli, oltre ai palati, la consapevolezza dei consumatori più dormienti  🙂

presentazione Formaticum

Passione, cura, tempo: così nascono le cose buone

mostra-mercato-SALUM'È

Quante storie ci hanno raccontato i produttori presenti alla mostra mercato SALUM’È… Un mondo di conoscenze, esperienze e anche di certificazioni, introdotte nel tempo a garanzia di prodotti pregiati in un mercato fatto a volte di bassa qualità e frodi alimentari. Vi proponiamo alcuni piccoli “assaggi” di conversazioni

Solo se il maiale è sano, sodo e grasso (da 180 a 220 kg), come sono tipicamente gli animali allevati allo stato brado, è possibile una stagionatura senza additivi e conservanti. Lo ha sottolineato con passione Vanio Cingolani dell’Antica Salumeria Artigiana. Fa parte del Consorzio Per la Produzione e la Tutela del Salame di Fabriano, allevatori e trasformatori il cui prodotto è certificato da un ente esterno della Regione Marche.

In alcune zone la possibilità di allevare gli animali allo stato brado è limitata a causa di aree naturali tutelate, non fruibili per il pascolo. Ci si sta lavorando, ad esempio, in Puglia, per trovare soluzioni che consentano una maggiore produzione di carni di alta qualità. Ce lo hanno raccontato i produttori della Macelleria Romanelli, il cui capocollo di Martina Franca marinato 24 ore nel vin cotto e leggermente affumicato con bucce di mandorla e albero di Fragno è un presidio Slow Food.

I salumi di bufalo sono una vera particolarità. La carne è magra, soda e compatta, con un apporto calorico e di colesterolo minore delle carni di pollo. I salumi della Fattoria Lauretti sono prodotti anch’essi da giovani bufali cresciuti allo stato brado e senza conservanti. L’aroma che sprigionano in bocca è frutto della conciatura a base di finocchiello, coriandolo, pepe e altre spezie.

SALUM'È-salumi-rari

Lo sapevate che nella tradizione la Nduja si realizzava con le parti del maiale non utilizzate per altri salumi? Il peperoncino abbondante le univa e conservava grazie alle proprietà antisettiche. Oggi, invece, la nduja si fa con carne selezionata, sale, pepe, peperoncino e peperone dolce: almeno così la fa l’Azienda Agricola Cervicati Bio che lavora il rinomato suino nero di Cevicati.

La stagionatura per alcuni salumi può superare i 6 mesi. Le muffe di cui il prodotto si ricopre, rimosse alla fine, gestiscono gli scambi d’acqua tra salume e ambiente. Mentre la stuccatura, con farina di riso e sugna, protegge le parti senza grasso e le conserva morbide. Ce lo hanno spiegato i produttori dell’Azienda Agricola L’Ape e il Girasole, dopo avreci fatto gustare il loro eccezionale lonzardo di suino di razza casertana, ‘o majale co ‘e sciuccaglie, una razza autoctona a rischio di estinzione, ora tutelata da un marchio.

L’annata secca del 2017, dopo altri due anni poco piovosi (2015 e 2016) ha portato a profondità di colore e alcool alto (14°) il Cesanese Colle Celone di Vineria Neri, uno dei piccoli produttori del Lazio selezionati da DOL per accompagnare gli assaggi ai banchi. Gli altri erano Cantina Santa Maria, Enoagriturismo Pallotta, Maledetto, Arcadia, Casal De Luca. La Vineria Neri di Olevano Romano ha iniziato sette anni fa la produzione in bottiglia, che ha bisogno di “un lavoro meticoloso!”. L’affinatura prima in cemento e poi in acciaio e altri 6 mesi in bottiglia ci confermano che la qualità richiede tempo e dedizione.

Queste e altre le bontà assaporate da molti romani lo scorso week end… L’augurio è di ritrovarci alla prossima edizione di SALUM’È! 🙂

mostra-mercato-salumi-rari

Salumi italiani di qualità, tutto sulla mostra mercato!

SALUMI-ITALIANI-RARI-SALUM'È

Ci siamo, i salumi italiani più rari e particolari questo week end saranno degustabili nella manifestazione Salum’È. Come nel caso di Formaticum, che ha avuto luogo lo scorso febbraio, anche questo evento è alla sua prima edizione e si svolgerà nelle sale di Palazzo Wegil a Trastevere.

Salum’È è stato ideato da La Pecora Nera Editore – casa editrice leader nell’enogastronomia da 17 anni – e da Vincenzo Mancino di DOL – Di Origine Laziale che da sempre ha a cuore i piccoli produttori e cerca di valorizzarne la sapienza antica e le pratiche sostenibili.

Salumi italiani da assaggiare…

Salum’È sarà aperto dalle 11.00 alle 20.00 di sabato 30 novembre e dalle 10.00 alle 19.00 di domenica 1 dicembre, con ingresso a 5 euro. La manifestazione è strutturata in stand dove sarà possibile assaggiare e acquistare i salumi a un prezzo disintermediato dagli stessi produttori, piccole realtà che portano avanti specialità locali di lunga tradizione.

Quali salumi italiani di qualità potremo degustare? La ventricina e il capocollo di Martina Franca, il salame di Fabriano, il suino di razza casertana, il maiale nero dei Nebrodi, il nero di calabria, la mora romagnola, e altre prelibatezze. Varietà gastronomiche nate dall’interazione dell’ingegno umano con le caratteristiche del territorio.

Per accompagnare agli assaggi presso gli stand ci sarà una proposta di piccoli produttori di vino del Lazio, selezionate con cura da DOL – Di Origine Laziale. Ogni calice sarà acquistabile al prezzo fiera di 3 euro, comprensivi del calice VDGlass da portare a casa per ricordo.

…e da conoscere

Fiore all’occhiello della manifestazione: i seminari di approfondimento, aperti sia agli appassionati che agli addetti ai lavori. Saranno curati da Domenico Villani, maestro assaggiatore ed esperto di salumi. Di seguito gli incontri previsti:

Sabato 30 novembre

  • H16.00 “Salumi: conoscerli e riconoscerli – percorso sensoriale per una maggiore consapevolezza” con Domenico Villani.
  • H17.00 “Resistenza suina: il maiale nero e altre storie”, un approfondimento con Vincenzo Di Nuzzo, maestro assaggiatore di salumi.
  • H18.00 “Pani e Salumi, il sandwich italiano per eccellenza” seminario a cura di Domenico Villani si potranno degustare alcuni salumi con i pani forniti dal Panificio di Gabriele Bonci e da altri collaboratori.

Domenica 1 dicembre

  • H11.00 “Salumi: conoscerli e riconoscerli – percorso sensoriale per una maggiore consapevolezza” a cura di Angelo Tombolillo, maestro assaggiatore di salumi e di vino.
  • H12.00 “Abbinamento Salumi e Vino” a cura di Angelo Tombolillo.
  • H16.00 “Salumi e nutrizione: strade divergenti o parallele?” a cura di Flavio Di Gregorio, medico esperto di nutrizione
  • H17.00 “Conservanti o non conservanti, è questo il problema?” tavola rotonda condotta da Domenico Villani, con Flavio Di Gregorio e alcuni dei produttori presenti alla manifestazione.

Appassionati di norcineria e di buon cibo!!!, Salum’È vi aspetta sabato e domenica, presso WeGil Largo Ascianghi, 5 a Trastevere!!!

 

Un pecorino biologico? Il Pecorino della Sabina DOL

Pecorino-biologico-della-Sabina-selezione-DOL

Un prodotto come il pecorino biologico può racchiudere dentro di sé il meglio della produzione casearia italiana. In molti casi di eccellenza, infatti, un pecorino biologico ha alle spalle una storia che comprende

  • modalità di allevamento rispettose dell’animale e dell’ambiente,
  • una materia prima di altissima qualità
  • una produzione presso realtà economiche di piccole dimensioni, attente all’ecosistema in tutti i suoi aspetti
  • una tradizione casearia antica e legata alle specificità del territorio.

Di certo questo è il caso dei formaggi DOL in generale e naturalmente di quelli da latte ovino. Nella linea DOL Pecorini della Tradizione troviamo ad esempio il Pecorino della Sabina biologico. Si tratta di un formaggio a latte crudo o termizzato a pasta semi cotta. La produzione, è proprio il caso di dirlo, è storica: la Sabina è sempre stata, ed è ancora, area di pastorizia sia stanziale che transumante.

Il Pecorino della Sabina DOL viene creato con cura da Ecofattorie Sabine, una cooperativa agricola di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti. Tra i suoi prodotti, tutti biologici certificati, troviamo appunto pecorini di varie stagionature, salsicce, carne di pecora eccetera.

Il Pecorino della Sabina ha un gusto deciso, leggermente piccante. Dopo la cagliatura viene cotto 10 minuti e poi messo in forma. L’asciugatura a temperatura ambiente è seguita da una doppia stufatura e dalla salatura in salamoia. Il passaggio finale è la stagionatura su assi di legno. Umidità, temperatura e luce sono decisivi per una maturazione equilibrata.

Il classico Pecorino della Sabina stagiona da 1 a 6 mesi, invece la variante denominata Pecorino della Sabina in Grotta matura per oltre 24 mesi. La stagionatura in grotta risale all’antichità: il formaggio si affinava in grotte naturali, abbastanza comuni nell’Italia centrale. Oggi si unisce tradizione e tecnologia: le stanze o celle adibite alla stagionatura hanno un microclima regolato con la massima precisione e vigilato costantemente da termometri e misuratori di umidità.

Che dire di più? Noi di DOL vi consigliamo almeno un assaggio. Se troverete il Pecorino della Sabina e il Pecorino della Sabina in Grotta irresistibili state sereni: abbiamo pezzature da oltre 20 kili! 😉

La migliore pizza nazionale? In gara anche le pizze DOL

pizza-proloco-DOL-centocelle

La migliore pizza d’Italia sarà proclamata il prossimo lunedì, 11 novembre presso il Centro Congressi La Nuvola, durante la rassegna enogastronomica Excellence Roma 2019.

Il Pizza Awards 2019 prevede di rendere omaggio, con 35 diverse categorie di premi, a pizzerie e pizzaioli che si sono distinti negli ultimi 12 mesi, sotto diversi aspetti. La giuria sarà formata da quasi 200 giornalisti gastronomici italiani e da qualificati esperti di pizza in Italia.

Cosa sarà valutato da questi super esperti? Impasto, materie prime utilizzate, condimento e grado di digeribilità, ma anche altre caratteristiche, per esempio creatività, tradizione, attenzione verso intolleranze e allergie, e così via. Infine sarà giudicato anche il contesto in cui il prodotto viene proposto: il servizio in sala, l’ambiente, la scelta di vini e di birre.

Dunque nelle categorie di premi ci saranno la Migliore Pizza Contemporanea, la Migliore Pizza Tradizionale, Migliore Pizza Chef Donna, Miglior Pizza Chef Uomo, Migliore Pizza Bio, Miglior Pizza Senza Glutine, Miglior Carta Vini e Birre, e altre ancora. La scelta dei vincitori avverrà tra solo 100 pizzerie selezionate in tutta Italia! Tra queste ci sono anche due pizzerie che portano avanti i valori di DOL.

Infatti nelle 12 pizzerie selezionate nel Lazio ci sono Proloco Dol Centocelle e Proloco Pinciano. Due pizzerie che hanno molto da offrire, lasciatecelo dire! In merito alla tradizione regionale, alla qualità degli ingredienti, ma anche sull’originalità degli abbinamenti delle materie prime tanto da averci ormai abituati alla definizione pizza gourmet!!!

La presenza in questa ristretta cerchia di concorrenti ci entusiasma e ci fa già sentire un po’ vincitori! Allora buona pizza a tutti, meglio se con i prodotti DOL 😉

Un prodotto tipico del Lazio: la schiacciata romana DOL

prodotto-tipico-del-Lazio-schiacciata-DOL

Prodotto tipico del Lazio, di manifattura antica e artigianale: oggi vi presentiamo la Schiacciata Romana. Si tratta di un salame dal colore rosso scuro, che viene arricchito con piccoli dadi di lardo. L’impasto è denso e compatto, il gusto dolce e sàpido.

Il nome si riferisce alle modalità di stagionatura: durante i mesi di maturazione il salame viene pressato tra due assi. Al termine del periodo di stagionatura risulta così la forma caratteristica. Viene anche chiamata Spianata.

La materia prima è carne di maiale italiano di alta qualità, macinata finemente. Vi si aggiunge il sale, il lardo tagliato a cubetti e, nel caso della Schiacciata piccante, il peperoncino. Successivamente l’impasto viene insaccato in budello naturale, e mandato a stagionare e pressare. Noi di DOL abbiamo a lungo cercato una schiacciata da inserire nella selezione ma la volevamo talmente perfetta che …abbiamo deciso di produrla noi! 😉

Abbiamo affidato la “nostra” ricetta a un salumificio della Tuscia, il salumificio GAM a Montefiascone, attento alla genuinità e con oltre sessanta anni di esperienza. GAM realizza la Schiacciata Romana DOL sotto la nostra supervisione: la schiacciata stagiona 2 mesi, ha la pezzatura di 2 chili e non contiene conservanti né lattosio, solo suino, sale e peperoncino!

Un altro gioiello del nostro territorio assolutamente da assaggiare!!  🙂 E per i ristoratori che vogliono far scoprire la Schiacciata DOL ai propri clienti, c’è una promozione fino a metà novembre: scriveteci o chiamateci…

📧dol@dioriginelaziale.it
☎️06 90235269