Cibo Agricolo Libero è anche nell’avventura di Altrove

Ancora una bella storia di inclusione e integrazione legata al buon cibo. Ce la racconta un articolo dell’agenzia Askanews. A Roma, nel quartiere Garbatella, ha aperto un ristorante sociale, “Altrove”  nato da un progetto del Cies, Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo che, tramite il centro di aggregazione giovanile MaTeMù, realizza percorsi gratuiti di formazione sulla gastronomia interculturale rivolti a giovani vulnerabili, italiani, migranti o figli di immigrati tra i 16 a i 24 anni.

La formazione si chiama “MaTeChef”: novanta ore (di cui sessanta specifiche di indirizzo: cucina, sala-bar o pasticceria) cui si aggiunge un tirocinio retribuito presso Altrove o in altri ristoranti di Roma che hanno dato la loro adesione al progetto. Il responsabile della formazione si chiama Lorenzo Leonetti:

“Il rispetto nei confronti delle persone con cui si lavora è la prima cosa che insegniamo da Altrove. A questo si aggiunge il rispetto per le materie prime sia dal punto di vista etico che ecosostenibile, la lotta agli sprechi e l’attenzione ai prodotti di stagione”.

I fornitori di Altrove vengono selezionati secondo gli standard dell’alta qualità e dell’impegno sociale. Così, accanto ai prodotti  Altromercato e Libera Terra e allo yogurt della Cooperativa Barikamà, non potevano mancare i formaggi di Proloco Dol, in particolare quelli di Cibo Agricolo Libero, caseificio della Casa circondariale Femminile di Rebibbia: numerati e senza nome, per evidenziare l’alienazione del carcere, hanno saputo aprire una porta tra il mondo dentro e il mondo fuori.

Porte Aperte sul Mondo è anche la headline di Altrove, a cui facciamo tanti auguri per questa avventura!

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La storia del formaggio …secondo Vincenzo

“Storia del Formaggio, dalla Mesopotamia a Rebibbia”: già dal titolo si presenta come una degustazione tutta particolare quella che avrà luogo venerdì 26 maggio alle 19:30 al Circolo Sportivo Rai in Via delle Fornaci di Tor di Quinto.

Ciascun partecipante potrà assaporare tre tipi di formaggi da latte vaccino nobile e tre da latte di pecora, accompagnati da una selezione di vini del Lazio. Sarà possibile anche assaggiare il latte nobile e lo yogurt da latte nobile. Inoltre la serata prevede la produzione “in diretta” di ricotta con cagliata da latte nobile.

La degustazione sarà accompagnata dalla voce narrante di Vincenzo Mancino, che del formaggio racconterà “tutto quello che avreste sempre voluto sapere…”, ripercorrendone la storia dalle origini fino ai giorni nostri. L’esperienza di Vincenzo Mancino con D.O.L. e con il progetto “Cibo Agricolo Libero” saranno parte di questo racconto, in cui il formaggio diventa mezzo per valorizzare competenze e territori e per promuovere il cambiamento sociale.

La serata, che prevede la prenotazione obbligatoria, è organizzata da La Pecora Nera, famoso editore di guide sulla ristorazione, e da La Rosa dei Venti, associazione culturale di appassionati di arte ed enogastronomia specializzata in eventi, che permettono di scoprire e conoscere le realtà della produzione italiana di vini e cibi tipici.

Berenice e il suo racconto del progetto Cibo Agricolo Libero

Berenice e Cibo Agricolo Libero | Proloco Dol

Entrato da Proloco Dol, al civico 35 di via Domenico Panaroli a Roma, quartiere popolare di Centocelle, trovi subito il grande bancone con salumi e formaggi ad accoglierti. In più, sulla sinistra, sul tavolo di fianco ai vini, oggi (Ndt: 27 aprile 2017) era presente un’esposizione particolare: i pecorini come il Conciato di San Vittore o Le Mura a forma di mattonella e i vaccini come Hathor, a piramide tronca e piccola occhiatura interna, e Don Blu dalle striature delle muffe Roquefort. Seduta al tavolo c’era Berenice insieme a degli opuscoli dal titolo Cibo Agricolo Libero Rebibbia Femminile.

Cibo Agricolo LiberoAll’interno del carcere di Rebibbia è stato realizzato un caseificio che utilizza prodotti a chilometro zero e solo latte nobile, dove Berenice e altre 3 detenute lavorano da lunedì al venerdì dopo aver superato la selezione, fatto non scontato, di un corso tenuto da Vincenzo Mancino, gourmet e ideatore di DOL e patron del progetto Cibo Agricolo Libero.

Berenice aveva degli occhiali che si è tolta prima di stringermi la mano e per la solidarietà propria di chi soffre di miopia le chiedo quanti gradi le manchino: – a destra 2 e ½… ma vedo bene è solo che qui c’è tanta luce!

In realtà è una normale giornata, non più luminosa di tante altre e certo il locale di Proloco Dol dà una sensazione di spazio e libertà (soprattutto all’entrata… sensazione che si perde alle 9 della sera quando tutti i tavoli e le sedie vengono occupate… sempre consigliata la prenotazione…) .  E’ vestita in modo semplice e pulito, un braccialetto rosso al polso destro, all’altro speculare un orologio, orecchini a cerchio e una collanina e mi ha fatto rivivere quei momenti di imbarazzo nell’essere semplicemente insieme agli altri in una situazione di normalità. Infatti mi dice: – sono fuori dal carcere in licenza premio!

Cibo Agricolo LiberoCome si svolge il vostro lavoro?

La mattina andiamo ai locali del caseificio, accendiamo tutto e mandiamo a 90°, questo anche per sterilizzare, l’igiene e la pulizia è tutto in un lavoro come questo. E poi ciascuna di noi ha il suo compito, la “casara”, l’addetta alla ricotta (sì facciamo anche la ricotta), chi aiuta e anche chi si occupa delle pratiche burocratiche che non mancano.

Come è stato il corso con Vincenzo Mancino?

Non facile, eravamo tante all’inizio… E anche ora quando viene a controllare il nostro lavoro se trova qualche cosa si mette ad urlare e io gli dico “Vincenzo stai buono”!

E lui?

Dice che prima aveva una moglie, ora ne ha cinque!

E quanti formaggi riuscite a fare?

In realtà non lo so… perché più che per numero di formaggi lavoriamo su chili e sui litri. Certo lavoriamo dai 1000 ai 2000 litri di latte a settimana e in un giorno circa 45-50 kg, di varie forme e tipologie!

Programmi per il futuro:

Sì! Il 20 maggio uscirò!

E nel caseificio all’interno di Rebibbia?

Troveranno una sostituta!

Cosa farai una volta fuori?

Ho voglia di continuare questo percorso con il progetto Cibo Agricolo Libero, forse si riuscirà ad avere un banco in un mercato qui a Roma!

E noi vi terremo informati!

(Note al post: ringrazio Berenice per la sua cordialità e per avermi concesso delle brevi videointerviste che saranno pubblicate su questo blog e/o sulla pagina facebook di Cibo Agricolo Libero e di Dol, e per avermi raccontato delle altre detenute con cui condivide spazi e progetti.)

Alessio Fabrizi

Berenice racconta Cibo agricolo libero

Cibo Agricolo LiberoPochi sanno che all’interno della sezione femminile del carcere romano di Rebibbia c’è una vasta parte di terreno coltivata con metodo biologico e allevamenti di animali come pecore, conigli, polli e tacchini. In questo contesto in cui le mura di recinzione sembrano lontane, è diventata realtà il nostro progetto di caseificio dove hanno trovato un impiego retribuito 4 donne.

Ma creare lavoro in carcere non servirebbe a niente se non si crea la speranza di poter continuare fuori quello che si è appreso, la speranza poi deve diventare realtà concreta…
…e questa realtà a volte così semplice per noi è un sogno per molte persone.

Ci piace pensare questo: aiutare a realizzare un sogno con le proprie possibilità e capacità, nonostante tutto!!!
Berenice parlerà a chi lo vorrà della propria esperienza, presentandovi il frutto del suo lavoro, il formaggio del progetto “Cibo Agricolo Libero“, senza dimenticare le sue amiche!!!

 

Dove: da Proloco Dol, via Domenico Panaroli 35 (Centocelle) a Roma

Quando e a che ora? 27 aprile 2017, dalle 13 in poi

L’evento su facebook: Berenice racconta Cibo Agricolo Libero

Una foto e una curiosità: la foto con Vincenzo Mancino e la squadra femminile di cui si avvale il caseificio del progetto “Cibo Agricolo Libero” rappresenta il 1° formaggio realizzato, lanciato in aria come rito di buon augurio… una sorta di “esprimi un desiderio… e vai!!!”

Più informazioni: http://dioriginelaziale.it/cibo-agricolo-libero/

Buon Compleanno Cibo Agricolo Libero !

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Il primo giorno di dicembre il Caseificio del Carcere Femminile di Rebibbia, ideato e fortemente voluto da Vincenzo Mancino, ha compiuto un anno.

Tra quanti hanno voluto celebrarlo e ripercorrerne la storia segnaliamo l’accurato articolo di Agrodolce, portale sul mondo enogastronomico e i suoi protagonisti, firmato da Irene De Rossi.

Cibo Agricolo Libero si affianca, da un anno a questa parte, a un’azienda già esistente all’interno del carcere romano, con tanto di gregge, polli e galline. (…)  E di passi in avanti, in 365 giorni, se ne sono fatti eccome: i formaggi, compresa la ricotta, si realizzano comprando latte nobile (non essendo il gregge sufficiente a soddisfare da solo tutta la produzione, ma si lavora anche per risolvere questo aspetto) di alta qualità riconosciuta e certificata, ricchissimo di Omega 3, polifenoli e antiossidanti.

L’articolo ricorda Freedhome, marchio delle cooperative operanti nel settore carcerario; inoltre nomina altre realtà romane legate a Vincenzo Mancino e Proloco Dol: Proloco Pinciano e Proloco Farnesina, ristoranti romani “a km zero” e il nuovo Edda Ella, che valorizza materie prime e ricette del territorio laziale.

Ringraziamo Agrodolce e Irene De Rossi, condividendo la riflessione e l’augurio a Cibo Agricolo Libero che chiudono l’articolo:

il fattore solidarietà non dev’essere l’unico motivo che deve indurci all’acquisto. Il formaggio è buono, il lavoro è serio, provare per credere. Non possiamo che augurargli 100 di questi compleanni.

Cibo Agricolo Libero a Linea Verde

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Sabato 29 ottobre la trasmissione Linea Verde ha dedicato un servizio al caseificio creato da Vincenzo Mancino nel carcere femminile di Rebibbia. Uno dei conduttori del noto programma di RaiUno, Marcello Masi, è andato a visitare Cibo Agricolo Libero …ed è stato subito messo a lavorare con le forme di cacio da Vincenzo Mancino.

Grande spazio è stato dedicato al formaggio in produzione in quel momento, il Conciato di San Vittore, a base di latte ovino biologico della campagna romana ed erbe aromatiche dei Monti Aurunci: una ricetta unica tramandata oralmente per secoli e “donata con amore” da un anziano produttore di San Vittore alla cooperativa casearia del penitenziario.

La direttrice del carcere Ida Del Grosso, intervistata da Masi, afferma che le lavoratrici di Cibo Agricolo Libero usciranno dal carcere con la sicurezza di un mestiere, tra l’altro molto richiesto, e  con la possibilità di liberarsi dello stigma di ex detenute.

Il Conciato di San Vittore e gli altri formaggi di Cibo Agricolo Libero sono prodotti di eccellenza che aprono le porte tra Rebibbia e il mondo fuori. Proprio come è scritto sulle pareti del caseificio: “Il frutto del nostro lavoro non ha confini perché il latte è vita e la vita non si rinchiude”.lv2

“FreedHome-Creativi dentro” e i prodotti di Cibo Agricolo Libero

ciboagricololibero-lastampaCibo Agricolo Libero e i suoi formaggi hanno dato vita insieme ad altre 12 realtà a “FreedHome-Creativi dentro”, che come riporta La Stampa:

è il primo negozio in Italia che nasce in maniera permanente e non estemporanea come attività commerciale e luogo di visibilità delle produzioni carcerarie.

Il 1° negozio in Italia aprirà a Torino, ma di fatto “FreedHome-Creativi dentro” è un marchio che raggruppa prodotti di alta qualità dal pane, ai biscotti, ai formaggi, al vino fino ai prodotti siciliani a base di mandorle, lavorati all’interno di 43 carceri italiane.

Quindi presto si potranno trovare i formaggi realizzati all’interno del Carcere di Rebibbia (Cibo Agricolo Libero) anche all’interno dei futuri punti vendita “FreedHome“, oltre che da Proloco Dol in via Domenico Panaroli 35 (Roma).