#Earthday: Cibo agricolo libero, rispetto per la Terra, rispetto per noi

Foto di David GoehringIn occasione della #giornatadellaterra (Earth day del 22 aprile), la connessione immediata che viene in mente pensando al 25 aprile e alla Liberazione è Cibo Agricolo Libero!

Cibo Agricolo Libero è per la liberazione della dignità delle persone e del lavoro, la resistenza del quotidiano, per omaggiare la terra con la promozione quotidiana di presidi di sostenibilità, biodiversità e bellezza.

Cibo Agricolo Libero è l’idea imprenditoriale di tramutare un angolo del carcere romano di Rebibbia in un caseificio di qualità, impiegando detenute che hanno seguito un corso di formazione specializzato e realizzato da Vincenzo Mancino di Proloco Dol.

Per Cibo Agricolo Libero ci vorrebbe una definizione, ma spesso le definizioni sono confini, e quindi lasciamo che questa idea sia un moto di libertà, di unione e creazione.

Per saperne di più:

Buona giornata della Terra e buon 25 aprile!

cibo agricolo libero

Scegliere un prodotto fatto in carcere – Galleria Fotografica per Cibo Agricolo Libero a Falacosagiusta2016

Scegliere un prodotto fatto in carcere – Galleria Fotografica per Cibo Agricolo Libero a Falacosagiusta2016

Vincenzo MancinoFa’ la cosa giusta è la più grande fiera italiana che si tiene a Milano e che parla di biologico, km0, moda critica, mobilità sostenibile, turismo responsabile, consumo consapevole come di economia carceraria. Quest’anno si è tenuta dal 18 al 20 marzo. Qui era presente l’iniziativa “Cibo Agricolo Libero” sostenuta da Vincenzo Mancino (Proloco Dol) per la realizzazione di un caseificio (con prodotti di qualità e a filiera corta) all’interno della sezione femminile del carcere romano di Rebibbia.

Domenica 20 marzo c’era una giovane coppia all’uscita dei padiglioni della Fiera che si chiedeva:

Cosa ti è piaciuto di più di tutto quello che c’era qui?

– Quel laboratorio di esperimenti per ragazzi per il consumo critico, gli incontri sui cammini e in particolare la Via Francigena e poi, ho ancora tutto quel gusto di quel formaggio forte e buonissimo, quello dello stand del carcere di Rebibbia, dove si potrà trovare?

Da Cibo Agricolo Libero.

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Cibo Agricolo Libero: un 8 marzo e un atto politico, giorno dopo giorno

Cibo Agricolo Libero Rebibbia e DOL

Un caseificio a km zero dove giorno dopo giorno si realizza un progetto di emancipazione e autonomia lavorativa per le donne del carcere femminile di Rebibbia: Cibo Agricolo Libero è l’iniziativa e l’impegno di Proloco DOL ovvero un 8 marzo che si costruisce ogni giorno, oramai una metodologia che caratterizza il lavoro di DOL; sintetizzando, un atto politico che si compie ogni giorno rispettando le persone, il territorio con la creazione di saperi, valorizzazione dei prodotti di eccellenza e tutela e diffusione di presidi del Gusto sottolineando che: “I formaggi si vendono solo se sono buoni, a prescindere da chi li abbia prodotti” ci ricorda Vincenzo Mancino, il quale però specifica che ovviamente, in questo caso, il progetto va oltre il formaggio stesso.

Ringraziamo Tekneco per l’approfondimento scritto da Letizia Palmisano sul progetto Cibo Agricolo Libero e tutte le persone che hanno condiviso questo percorso con noi, un progetto “messo in piedi solo grazie ai finanziamenti privati”, senza sovvenzioni pubbliche, né sgravi fiscali.

Per leggere tutto l’articolo: www.tekneco.it/ambiente/carcere-femminile-di-rebibbia-caseificio-a-km-zero/

Un buon 8 marzo a tutte, considerando un femminile inclusivo e creativo, donne e uomini, e un link per ricordare la genesi della giornata internazionale delle donne: http://www.internazionale.it/opinione/chiara-lalli/2015/03/08/origine-8-marzo-festa-donne

Potete seguire Cibo Agricolo Libero alla pagina Facebook: https://www.facebook.com/Cibo-Agricolo-Libero-1510084422624317/

“Il mio campo libero” al Circo Massimo con Vincenzo Mancino e Cibo Agricolo Libero

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Cibo Agricolo Libero è il progetto, voluto e gestito direttamente da Vincenzo Mancino di Proloco Dol, per la realizzazione di un caseificio e dell’intera filiera di produzione all’interno della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia e Sabato 5 Marzo, ore 11 sarà presentato nello Spazio Incontri di Campagna Amica al Circo Massimo di Roma.

Dal sito www.mercatocircomassimo.it:

Gli istituti penitenziari che svolgono attività agricola e di trasformazione alimentare all’interno delle mura carcerarie sono circa cinquanta. Le attività sono gestite direttamente dagli istituti o da cooperative sociali che provvedono anche alla commercializzazione. Pur in assenza di studi scientifici sull’efficacia del lavoro agricolo ai fini del reinserimento sociale, l’esperienza empirica dimostra un generale beneficio per le persone detenute che lo svolgono. La situazione carceraria è uno dei più scottanti problemi del paese, sia per quanto riguarda le strutture detentive, sia per la condizione dei detenuti. È importante attivare interventi finalizzati a creare una prospettiva meno afflittiva per persone soggette alla restrizione della libertà, anziché misure esclusivamente repressive. Ciò può avvenire attraverso la partecipazione attiva di tutte le componenti della società civile che hanno a cuore lo sviluppo della democrazia e della condizione di civiltà del paese.

L’articolo su Cibo Agricolo Libero dal sito del Gambero Rosso: Cibo Agricolo Libero. Il carcere di Rebibbia diventa caseificio e l’intervista a Vincenzo Mancino dal sito di Agrodolce.

La pagina web del progetto Cibo Agricolo Liberohttps://www.facebook.com/Cibo-Agricolo-Libero-1510084422624317/

 

Cibo Agricolo Libero

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Cibo Agricolo Libero è il progetto, voluto e gestito direttamente da Vincenzo Mancino di Proloco DOL, per la realizzazione di un caseificio e dell’intera filiera di produzione all’interno della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia. Riprendendo dal sito-web del Gambero Rosso:

Durante una gara di cucina organizzata all’interno della Casa Circondariale, mi hanno chiesto se avevo qualche idea per impiegare gli spazi inutilizzati. In quel periodo si era da poco liberata la pulcinaia – i pulcini erano stati spostati per farli crescere all’aperto – e la prima cosa che ho pensato era di destinare l’area alla produzione dei formaggi

Cibo Agricolo Libero è un progetto “messo in piedi solo grazie ai finanziamenti privati”, senza sovvenzioni pubbliche, né sgravi fiscali.

“Inizialmente doveva chiamarsi Cibo Libero, per ovvi motivi, poi abbiamo inserito ‘Agricolo’ per differenziarlo dalla produzione industriale. Abbiamo voluto sottolineare la filiera corta, certificata e certa che caratterizza i nostri formaggi”

L’articolo completo su Cibo Agricolo Libero sul sito del Gambero Rosso: Cibo Agricolo Libero. Il carcere di Rebibbia diventa caseificio

La pagina web del progetto Cibo Agricolo Liberohttps://www.facebook.com/Cibo-Agricolo-Libero-1510084422624317/

L’intervista a Vincenzo Mancino dal sito di Agrodolce (e presto un nuovo post!)

#SERR15: Proloco Dol, nel “gusto” il suo impegno quotidiano per l’ambiente!

#SERR15: Proloco Dol, nel “gusto” il suo impegno quotidiano per l’ambiente!

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Da domani, sabato 21 novembre, inizia la settima edizione della SERR – Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Week for Waste Reduction), che prenderà il via in tutta Europa. 

Proloco Dol con il suo impegno lavora da sempre per un’alimentazione consapevole, il consumo critico, contro lo spreco del cibo, per la filiera corta/KmZero e il miglior testimone della validità del nostro percorso è il “consenso” ai nostri prodotti e alle tavole! La SERR è un’occasione in più per condividere con voi il nostro impegno e le nostre buone pratiche quotidiane:

  1. Locavoro
  2. La “Doggy/Dolly Bag”: il rispetto e l’amore per il cibo
  3. DOL – Consuma criticamente – Filiera corta
  4. Prezzo sorgente (Consuma criticamente con DOL)
  5. SERR 2014

Per maggiori informazioni scopri e segui il nuovo sito Proloco Dol – Di Origine Laziale oppure veniteci a trovare in via Domenico Panaroli 35, a Roma, dal lunedì al sabato!

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“Se avanzo, mangiatemi!” Da Proloco Dol: l’amore per il buon cibo e contro lo spreco alimentare

doggy bagProloco Dol, che da sempre promuove la “Dolly Bag“, aderisce a “Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi: un progetto contro lo spreco alimentare ideato da Comieco, in collaborazione con Slow Food Italia e la regia dell’Arch. Michele De Lucchi e del prof. Andrea Kerbaker, coordinatori di un team di professionisti che hanno lavorato sul cosiddetto “packaging”. Sono i designer Giulio Iacchetti, Matteo Ragni con Chiara Moreschi e Francesco Faccin per la progettazione di tre diversi contenitori per cibi e bevande e degli illustratori Olimpia Zagnoli, Beppe Giacobbe e Guido Scarabottolo per l’illustrazione ad arte delle confezioni.

Leggi l’articolo completo dal sito di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica).

Scopri di più sulla “Dolly Bag”: il rispetto e l’amore per il cibo.

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Fonte: da Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica)