Prodotti del Lazio di alta qualità: il nuovo punto vendita!

prodotti del Lazio in vendita presso Proloco Trastevere

I prodotti del Lazio, quelli artigianali, genuini e tipici, insomma quelli di alta qualità, sono ancora più vicini e disponibili. Buongustai e consumatori consapevoli saranno felici di sapere che DOL Di Origine Laziale ha un altro punto vendita. Infatti il ristorante pizzeria Proloco Trastevere ha allestito uno spazio in cui vendere al pubblico i prodotti DOL che propone quotidianamente nei propri piatti.

Negli anni, grazie anche alle iniziative di diffusione, la conoscenza del valore di questi prodotti del Lazio è cresciuta. Da più parti DOL ha ricevuto la richiesta di ampliare l’offerta al dettaglio. Questo nuovo banco in via Goffredo Mameli, 23 si aggiunge a quello, ormai storico, a Centocelle in Via Domenico Panaroli, 35.

Il nuovo spaccio offre l’unicità dei prodotti DOL ai clienti di Proloco Trastevere, ai turisti del rione e ai romani che risiedono o transitano nel centro di Roma. Risulta inoltre più raggiungibile di Centocelle per chi abita nelle zone ovest e sud della capitale. Tra l’altro gli orari di vendita sono estremamente ampi, poiché sono gli stessi dell’apertura del locale! Dal Martedì al Sabato dalle 12 all’una di notte; domenica dalle 12.30 alle 15.

Cosa potete trovare? Formaggi, salumi, conserve, legumi e tanti altri prodotti del Lazio caratterizzati da una produzione artigianale, sostenibile e dalla lunga tradizione locale. Non vi resta che memorizzare l’indirizzo e passare a fare acquisti: il gusto vi aspetta! 🙂

prodotti del Lazio di altà qualità

prodotti del Lazio vendita al dettaglio

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Fare impresa oggi: dialoghi all’università.

Vincenzo Mancino

Martedì 7 maggio Vincenzo Mancino è stato ospite del Corso di Laurea in Scienze e Culture Enogastronomiche dell’Università di Roma Tre. L’invito era a intervenire in una lezione per raccontare agli studenti l’esperienza di DOL Di Origine Laziale come player distributivo di una filiera molto particolare.

Naturalmente non si è trattato di una classica lezione frontale. L’intervento si è costruito su una serie di domande, risposte, brain storming, allo scopo di coinvolgere e stimolare il più possibile i giovani presenti.  Vincenzo ha esordito stuzzicando i ragazzi con il concetto di Consumo Critico. A poco a poco sono emerse dall’aula alcune parole chiave, che sono servite per ricostruire il senso delle scelte strategiche di DOL: consapevolezza, informazione, sostenibilità e salute.

Vincenzo ha raccontato la propria storia di esplorazione del Lazio: la scoperta di piccolissimi produttori con modalità produttive  artigianali anche molto antiche. C’era necessità di ottimizzare i processi, ma con la ferma determinazione a non alterare l’artigianalità, frutto della tradizione di un territorio.

Una volta portati su Roma, i prodotti sono diventati popolari grazie alla novità che rappresentavano: “perle” della produzione locale che raccontavano storie importanti di salvaguardia di ecosistemi, di valorizzazione di mestieri antichi e nel contempo di tracciabilità del prodotto. Proprio in quel momento, tra l’altro, si iniziava a parlare di più di filiera corta e di chilometro zero.

La discussione con l’aula è arrivata a cosa significa fare impresa oggi in un settore come quello enogastronomico (ma non solo). Vincenzo, a quel punto, ha messo a fuoco i punti di forza che hanno reso DOL un’esperienza vincente, secondo lui imprescindibili nel mercato attuale. Prima di tutto bisogna studiare e conoscere a fondo il mercato per scegliere, nel mare magnum della globalizzazione, in quale nicchia operare. Si tratterà necessariamente di una nicchia, e allora la scelta del mercato deve avere alle spalle una scelta culturale, e qui arriva il secondo consiglio: il consumo critico in tutti i suoi aspetti deve restare un riferimento di fondo!  Perché?

La risposta non era difficile ma non era neanche scontata, per gli studenti di un Corso in Scienze e Culture Enogastronomiche. Perché il consumo critico ci orienta verso l’eccellenza, la cultura e la tradizione alimentare e verso la sostenibilità della filiera. E questa Qualità deve arrivare agli acquirenti, ai consumatori, alle persone il più possibile, e magari non restare una prerogativa delle élite.

VINCENZO MANCINO