Ordinari? Mai. Autentici, sempre!

Proloco Trastevere - post LA CUCINA ITALIANA

Come ben sapete, voi che ci seguite da tempo, per DOL selezionare cibo buono e sano fa parte di un progetto più ampio. Quello di valorizzare l’enogastronomia regionale per dare spazio all’artigianalità lì dove è sinonimo di qualità e tradizione. Questo, in opposizione al cibo industriale, alla massificazione che toglie gusto e valore nutritivo, a una distribuzione di lunga percorrenza che inquina e annulla le identità locali.

Prodotti autentici per pasti non ordinari

Lì dove proponiamo i prodotti selezionati ci piace portare il nostro “valore aggiunto”. E’ stato così a Centocelle, vorremmo che fosse così anche a Trastevere. Un luogo bellissimo che, almeno dal punto di vista architettonico e urbanistico, ancora trasuda storia e tradizione.

A pochi mesi dall’apertura di Proloco Trastevere, la nostra mission ha già qualche attento testimone. In un post uscito sulla versione online de La Cucina Italiana, rivista antica e prestigiosa, siamo citati in una selezione di sette locali che hanno il merito di proporre una cucina romana “non banalizzata”.

Articolo LA CUCINA ITALIANA

L’autrice Alessandra Tibollo inizia con l’individuare una zona trasteverina meno turistica, almeno dal punto di vista dell’offerta culinaria, quella intorno a piazza San Cosimato. La nostra Proloco Trastevere è a pochi metri.

Storia e tradizione, anche nel piatto

Secondo l’autrice, dopo i vari locali Proloco, proprio qui è stata “trovata  la quadra perfetta” forse anche grazie al “tocco femminile che ingentilisce”, quello di Elisabetta, moglie di Vincenzo Mancino. In poche righe e con ironia l’articolo tratteggia le caratteristiche di Proloco Trastevere:

Per gli ultimi marziani che non lo sapessero, Dol è l’acronimo di Denominazione di origine laziale e nasce da un’idea di Vincenzo Mancino, che ha raccolto il meglio delle campagne laziali, con una particolare attenzione per il banco di formaggi e salumi. La cucina è di tradizione ed è sempre stata accompagnata dall’ottima pizza, che vanta i tre spicchi della guida pizzerie del Gambero Rosso. (…) Qui, oltre alla sempre ottima selezione vinicola, ci sono anche i cocktail, magari da sorseggiare seduti nei comodi divani all’ingresso, in attesa del tavolo.

Ringraziamo La Cucina Italiana e Alessandra Tibollo; e vi invitiamo tutti a Proloco Trastevere per provare se davvero la nostra carbonara è, come sostiene l’articolo, “tra le migliori della città”!! 😉

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Vincenzo Mancino, “Pioniere della Tradizione”

tavole romane D.O.L. a Expo 2015

Un bellissimo racconto delle peculiarità del progetto D.O.L. e del sinuoso percorso di vita che ha portato Vincenzo Mancino a dargli vita è apparso ieri sul blog Tavoleromane.it. Tavole Romane, “piazza virtuale”, dedicata al cibo e a Roma, un mese fa ha dato avvio all’iniziativa Cucina Romanesca – Cuochi, Storie, Ricette: una rassegna mensile dedicata ai piatti forti della cucina romana, ognuno nel giorno che la tradizione gli ha dedicato, con il coinvolgimento di alcuni tra i migliori Osti e Cuochi della città.

A marzo spettava la trattazione del piatto tipico del martedì, le polpette: ed è stata affidata a Vincenzo Mancino, che le ha riviste alla sua maniera (scorza di limone, “soffrittino” aromatizzato al chiodo di garofano) rendendole una portata di punta nelle cene e nei pranzi di Proloco DOL. Ma prima di questa gustosa ricetta, Tavole Romane ci dona la storia, in parte inedita, delle scoperte e degli incontri che hanno reso Vincenzo un “pioniere della tradizione” enogastronomica laziale.

Le prime esperienze del pioniere Vincenzo

Studente di Psicologia fuori sede, Vincenzo affiancava alle lezioni universitarie lavori in cucina; poi

nel ’97-98, l’avventura al 30 e lode di San Lorenzo (…) Vincenzo prese in gestione uno spazio per trasformarlo in sala da tè dove, dalle 15 alle 19, era possibile usufruire di un dispositivo che permetteva la connessione in rete, trasformandolo di fatto in uno dei primi (ed embrionali) “internet point” della città.

Dopo l’incontro, fondamentale, con l’ecologismo, nei primi anni 2000

all’interno di un centro sociale, Vincenzo inaugurò la biosteria Saltatempo con prodotti 100% bio. Qui, in molti casi, appariva naturale attingere al paniere di altre regioni per reperire prodotti di qualità: olio lucano, pasta campana. Ma perché non del Lazio? Iniziò così, con spirito esplorativo, una ricerca dei prodotti tipici e di quei piccoli grandi artigiani del territorio che non avevano voce, pur custodendo inestimabili ricchezze.

Gusto e Etica gli obiettivi della “conquista”

E così arriviamo a D.O.L., che apre nel 2005, e si trasforma in Proloco Dol nel 2013, non più solo bottega ma anche punto di ristorazione, ma prima di tutto un presidio sul territorio urbano (periferico) che porta avanti, attraverso il gusto, questi obiettivi:

Accorciare la distanza tra la grande città e la propria campagna. Valorizzare la tradizione e le produzioni locali, in risposta a una globalizzazione che spinge alla standardizzazione dei sapori. Favorire forme di consumo critiche ed ecocompatibili. Salvaguardare la biodiversità. Rispettare il tempo delle persone e della natura.

Non mancano nel post la narrazione del progetto Cibo Agricolo Libero, il riconoscimento dell’Expo 2015 e anche qualche citazione dei prodotti di punta proposti da DOL, scovati da Vincenzo nelle campagne laziali, a volte salvati dall’estinzione.

Ringraziamo Tavole Romane per la cura e la passione con cui ha saputo narrare l’avventura di DOL: la scoperta di un patrimonio antico di sapori, colture e mestieri e la costruzione di una connessione tra questi e la caotica, distratta, “sconfinata” Roma. Una avventura pionieristica senza vittime, anzi, una partita win win, positiva per chiunque ne sia coinvolto, in termini di qualità, riconoscimento, lavoro, salute e, naturalmente, sapore!

polpette di Vincenzo