PROLOCO DOL, ovvero i migliori formaggi e salumi del Lazio al giusto prezzo

Ancora una recensione per Proloco DOL, stavolta curata da Zero, notissimo magazine di eventi e lifestyle, da vent’anni su carta e da dieci online.

L’articolo di Zero racconta la storia della nostra Bottega del Gusto, nata per amore (e caparbietà!) da Vincenzo Mancino, nel quartiere di Centocelle: un piccolo negozio lontano dal caos del centro affinchè la “gastronomia di soli prodotti ed eccellenze regionali” fosse gustata appieno. Il tempo passa e

Dopo sette anni in cui è diventato un riferimento assoluto, Dol si è spostato di qualche civico, aggiungendo una cucina per il pranzo e la cena: “Pro Loco è la continuazione naturale di Dol, sentivamo il bisogno di comunicare le potenzialità dei nostri prodotti e di raccontare la storia delle vite che ci sono dietro”.

Zero ricorda i taglieri, la pizza supervisionata da Bonci, i contorni di verdure e l’ottima carne – di cui caldeggia lo stinco di maiale! – senza dimenticare i vini, i digestivi e le birre, tutti rigorosamente prodotti nel Lazio. Inoltre, con la notazione Price, Zero valorizza il prezzo assolutamente contenuto di questa offerta di eccellenza.

Ringraziamo Zero per l’articolo e ricordiamo che Proloco Dol è in Via Domenico Panaroli, 35  e dal lunedì al sabato è possibile venire ad incontrare i prodotti, gustare i piatti e sperimentare l’ottimo rapporto costo-qualità!

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Berenice e il suo racconto del progetto Cibo Agricolo Libero

Berenice e Cibo Agricolo Libero | Proloco Dol

Entrato da Proloco Dol, al civico 35 di via Domenico Panaroli a Roma, quartiere popolare di Centocelle, trovi subito il grande bancone con salumi e formaggi ad accoglierti. In più, sulla sinistra, sul tavolo di fianco ai vini, oggi (Ndt: 27 aprile 2017) era presente un’esposizione particolare: i pecorini come il Conciato di San Vittore o Le Mura a forma di mattonella e i vaccini come Hathor, a piramide tronca e piccola occhiatura interna, e Don Blu dalle striature delle muffe Roquefort. Seduta al tavolo c’era Berenice insieme a degli opuscoli dal titolo Cibo Agricolo Libero Rebibbia Femminile.

Cibo Agricolo LiberoAll’interno del carcere di Rebibbia è stato realizzato un caseificio che utilizza prodotti a chilometro zero e solo latte nobile, dove Berenice e altre 3 detenute lavorano da lunedì al venerdì dopo aver superato la selezione, fatto non scontato, di un corso tenuto da Vincenzo Mancino, gourmet e ideatore di DOL e patron del progetto Cibo Agricolo Libero.

Berenice aveva degli occhiali che si è tolta prima di stringermi la mano e per la solidarietà propria di chi soffre di miopia le chiedo quanti gradi le manchino: – a destra 2 e ½… ma vedo bene è solo che qui c’è tanta luce!

In realtà è una normale giornata, non più luminosa di tante altre e certo il locale di Proloco Dol dà una sensazione di spazio e libertà (soprattutto all’entrata… sensazione che si perde alle 9 della sera quando tutti i tavoli e le sedie vengono occupate… sempre consigliata la prenotazione…) .  E’ vestita in modo semplice e pulito, un braccialetto rosso al polso destro, all’altro speculare un orologio, orecchini a cerchio e una collanina e mi ha fatto rivivere quei momenti di imbarazzo nell’essere semplicemente insieme agli altri in una situazione di normalità. Infatti mi dice: – sono fuori dal carcere in licenza premio!

Cibo Agricolo LiberoCome si svolge il vostro lavoro?

La mattina andiamo ai locali del caseificio, accendiamo tutto e mandiamo a 90°, questo anche per sterilizzare, l’igiene e la pulizia è tutto in un lavoro come questo. E poi ciascuna di noi ha il suo compito, la “casara”, l’addetta alla ricotta (sì facciamo anche la ricotta), chi aiuta e anche chi si occupa delle pratiche burocratiche che non mancano.

Come è stato il corso con Vincenzo Mancino?

Non facile, eravamo tante all’inizio… E anche ora quando viene a controllare il nostro lavoro se trova qualche cosa si mette ad urlare e io gli dico “Vincenzo stai buono”!

E lui?

Dice che prima aveva una moglie, ora ne ha cinque!

E quanti formaggi riuscite a fare?

In realtà non lo so… perché più che per numero di formaggi lavoriamo su chili e sui litri. Certo lavoriamo dai 1000 ai 2000 litri di latte a settimana e in un giorno circa 45-50 kg, di varie forme e tipologie!

Programmi per il futuro:

Sì! Il 20 maggio uscirò!

E nel caseificio all’interno di Rebibbia?

Troveranno una sostituta!

Cosa farai una volta fuori?

Ho voglia di continuare questo percorso con il progetto Cibo Agricolo Libero, forse si riuscirà ad avere un banco in un mercato qui a Roma!

E noi vi terremo informati!

(Note al post: ringrazio Berenice per la sua cordialità e per avermi concesso delle brevi videointerviste che saranno pubblicate su questo blog e/o sulla pagina facebook di Cibo Agricolo Libero e di Dol, e per avermi raccontato delle altre detenute con cui condivide spazi e progetti.)

Alessio Fabrizi

Degustazione natalizia nella Bottega del Gusto DOL

dol-natal

La bottega di DOL – Di Origine Laziale, aderisce a IMBOCCA – Degusta il tuo quartiere, tour enogastronomico della Capitale ideato da Deacomunicazione Eventi e Ciak si cucina web-tv: l’iniziativa prevede un’offerta di particolarissime degustazioni natalizie a prezzi assolutamente promozionali.

Fino a domenica 4 dicembre il tour interesserà otto locali del quartiere Centocelle, tra cui proprio la Bottega del Gusto di Via Domenico Panaroli, 35, già vestita a festa e piena di prodotti natalizi di origine laziale, garantiti nel gusto e nella qualità.

Il menu della degustazione di DOL prevede un ricco plateau di pregiati formaggi caprini del Lazio: Caprino nobile, Marzolina, Colonne del Bacucco e Candidum, accompagnata da un calice di champagne a scelta (ben tre sono le referenze a disposizione). Per finire con una degustazione di panettone artigianale, tutto al costo di 16 euro. L’occasione è ghiotta, vi aspettiamo fino a domenica!

Proloco Dol: conoscere per gustare

gambero

Stavolta è il blog del Gambero Rosso a citare Proloco Dol, in un articolo di Eleonora Baldwin, nota food writer italo-americana.

Proloco Dol è in cima ad una lista di locali romani con “i più alti standard di qualità del pranzare”: sono diciotto, tutti situati nella periferia est di Roma, nei quartieri di Centocelle, Quadraro e Torpignattara.

Intelligenza imprenditoriale dietro al “ristorante/negozio di specialità gastronomiche” famoso per il formaggio locale, le carni affumicate e i beni in bottiglia, Vincenzo Mancino ha aperto Proloco Dol con l’intento di portare i prodotti laziali della migliore qualità ai residenti della periferia meno opulenta.

Nello stesso nome del locale l’autrice coglie la vocazione informativa di questo “shop/bistrò” pensato per chi ama consumare cibo locale di eccellenza, i Locavori che danno il titolo al nostro blog!

Ringraziamo il Gambero Rosso ed Eleonora Baldwin e vi invitiamo da Proloco Dol in Via Domenico Panaroli, 35 a conoscere e… assaporare.

Altro che Eataly! Oltre Eataly ;-) Proloco Dol!

Proloco DolRingraziamo LaRepubblica.it per la bella citazione a Proloco Dol e a Vincenzo Mancino, nel panorama enogastronomico di Roma e del Lazio, e per il riconoscimento come “pioniere” del Gusto e della filiera corta di qualità (prima dell’odierno “mercato gourmet”!):

È un pioniere del biologico Vincenzo Mancino, che ha aperto Proloco Dol (di origine laziale) nel 2013 a Centocelle in via Panaroli, e nel 2014 Proloco Dol al Pinciano, in via Bergamo. “Ho sempre creduto nei prodotti bio, già nel 2001 avevo una Bio-osteria a Centocelle. Cambiamo menù tutti i giorni a seconda dei prodotti. Il piatto più richiesto sono gli spa ghetti artiginali burro e alici”.

Inoltre ricordiamo che fino a venerdì 30 settembre la 3° birra (a testa!) la offre Proloco Dol: un’iniziativa e un’adesione alla Local Beer Week promossa da Yelp Roma e un’occasione per festeggiare insieme i Tre Spicchi” della Guida Pizzerie d’Italia 2017 a cura del Gambero Rosso ovvero un’occasione per sorseggiare una buona birra artigianale da Proloco Dol, tra le migliori pizzerie della Capitale e del Lazio!

Tutto questo in via Domenico Panaroli 35, nel quartiere di Centocelle, Roma!

La 3° birra la offre DOL!!! Dal 26 al 30 settembre per la Local Beer Week e per festeggiare i “Tre Spicchi” 2017: Proloco Dol tra le migliori pizzerie d’Italia!

localbeer2016Proloco Dol festeggia i “Tre Spicchi” 2017 (migliori pizzerie d’Italia) assegnati dalla Guida a cura del Gambero Rosso aderendo all’iniziativa promossa da Yelp: Local Beer Week, la settimana della birra locale e artigianale!!!

Tra le migliori pizzerie del Lazio: Proloco Dol, una conferma rispetto alla precedente edizione della pubblicazione “Pizzerie d’Italia” che potrete provare tutte le sere sui tavoli del locale in via Domenico Panaroli 35 a Centocelle (Roma).

E la soddisfazione raddoppia anche per il nuovo inserimento di Pro loco Pinciano: un circuito virtuoso di impegno nella promozione dei prodotti locali e della tipicità dei sapori riconosciuto e premiato!

Per tutto questo, Proloco Dol dal 26 al 30 settembre aderisce all’iniziativa di Yelp e durante la settimana che festeggia la birra locale e artigianale  si potranno gustare 6 “spine” laziali …e dopo la 2°, la 3° birra la offre Proloco Dol!!!

DOL L’eccellenza in periferia | Esperienze di successo nel settore agroalimentare romano | di Carlo Hausmann

Riportiamo con piacere il paragrafo “DOL L’eccellenza in periferia” tratto da “Esperienze di successo nel settore agroalimentare romano” l’articolo scientifico scritto da Carlo Hausmann (Dottore in Scienze Agrarie e Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca per la Regione Lazio è esperto di sviluppo rurale, produzioni alimentari tipiche ed agriturismo. È stato direttore generale di ARM – Azienda Romana Mercati, della Camera di Commercio di Roma, coordinatore nazionale e progettista di Campagna Amica, Segretario Generale Consorzio tra le organizzazioni Nazionali dell’Agriturismo. Collabora da diversi anni con il Mipaaf, la Rete Rurale Nazionale, l’INEA, l’ISMEA ed il Comitato Nazionale Consultivo dell’Agriturismo.)

Neretto e link non sono presenti nel testo originale.

[…]. DOL apre nel 2006 a Centocelle, quartiere della periferia romana che sta conoscendo una vera e propria rinascita.
Il progetto è diventato famoso: una statuina di Vincenzo Mancino ė stata vista da milioni di visitatori all’interno del padiglione Italia dell’Expo di Milano nella sezione dedicata al saper fare, come testimonianza del suo percorso di costruzione di una catena commerciale alternativa.
Vincenzo Mancino appassionato di produzioni alimentari apre una bottega che propone una raffinatissima selezione di prodotti alimentari tradizionali del Lazio. Il problema è noto: l’Italia è letteralmente piena zeppa di prodotti eccezionali che però sono introvabili per il consumatore comune, i produttori sono piccoli, distanti dal mercato, ed incapaci di organizzare un flusso commerciale soddisfacente.
Vincenzo imposta una bottega con criteri culturali molto alti, le sue parole d’ordine sono “selezione”: non solo raccolta di prodotti introvabili, ma individuazione delle eccellenze, quindi solo il meglio. La seconda parola d’ordine è “scoperta”: riproporre al consumatore tutto ciò che non conosce e non è presente sui banchi della distribuzione organizzata. La terza parola d’ordine è “salvaguardia”: significa che il consumatore, scegliendo di acquistare in questo canale commerciale, contribuisce all’esistenza in vita di produzioni altrimenti destinate a scomparire. Oggi DOL mette insieme oltre 100 specialità alimentari, 20 formaggi, 30 salumi e carni lavorate, 20 conserve vegetali, 30 tra legumi, paste alimentari, dolci, oli, e liquori. Praticamente la bottega è l’unico luogo nella Capitale in cui si può reperire una collezione così completa e diversificata delle produzioni del territorio regionale. Il manifesto dell’azienda parla chiaro, i principi sono quelli del rispetto dei tempi, delle persone, delle produzioni e delle stagioni, il rifiuto della globalizzazione come fenomeno che appiattisce la diversità e uccide le economie locali, la necessità di tramandare la sapienza della tradizione, creare una nuova consapevolezza nei consumatori, ed accorciare la distanza tra città e campagna. Sembra incredibile ma un progetto del genere, in un quartiere di periferia della capitale, riesce ad auto-sostenersi e a vincere pur nella piccola dimensione, sfide che grandi operatori del settore alimentare finora hanno perso, come quella di gestire un catalogo di commercio elettronico che accompagna la commercializzazione fisica nel punto vendita. Questo avviene grazie alla grande simpatia che i consumatori hanno manifestato fin dall’inizio per l’iniziativa, e dal sostegno che i produttori partecipanti alla gamma hanno fornito.

Fattori di sviluppo DOL | Carlo HausmannI fattori di sviluppo di DOL
Probabilmente l’operazione più importante che Vincenzo ha realizzato è stato il salvataggio del Formaggio Conciato di San Vittore, una specialità casearia antichissima risalente all’epoca dei Sanniti. Un formaggio appunto “conciato” cioè trattato in superficie con quindici spezie tradizionali per preservarlo nella stagionatura e costruire un sapore complesso legato indissolubilmente al territorio di provenienza. Oggi accanto alla bottega il progetto si è completato con un ristorante in cui i consumatori possono direttamente assaggiare le ricette tipiche del Lazio realizzate con le materie prime locali. Anche questo è un grande successo, anche se nella piccola dimensione locale, sia per l’imprenditore, ma anche e soprattutto per la rete delle imprese di produzione che trovano nel progetto una insostituibile vetrina promozionale per le proprie specialità.