Save the date: “Territori e agricoltura che custodiscono la Terra”, 11 giugno ore 17e30 ex-Cartiera Latina – Parco dell’Appia Antica a Roma (Osteria Social Food)

Territori e agricoltura che custodiscono la TerraL’appuntamento è per sabato 11 giugno 2016 ore 17,30 alla ex-Cartiera LatinaParco regionale dell’Appia Antica (Via Appia Antica, 42) a Roma durante Osteria Social Food, la festa del Cibo di Slow Food Roma.

Flavia Amabile, giornalista de La Stampa e autrice di I Contadini volanti (Arkhé edizioni), Andrea Ferraretto, economista e blogger de La Stampa Tuttogreen e autore di Viaggi Naturali (Depakaging edition), Vincenzo Mancino, inventore di D.O.L. e promotore del progetto Cibo Agricolo LiberoFabio Spada, innovatore della ristorazione urbana, racconteranno modelli di sostenibilità economica ed ecologica ovvero territori e agricoltura che custodiscono la Terra!

Al termine piccola degustazione dei formaggi del progetto Cibo Agricolo Libero.

Info: www.slowfoodroma.it

Il progetto di Alice e l’importanza del cibo di qualità

–> Il video con sottotitoli in italiano <–

Condividiamo questo video che sta facendo il giro del mondo: è la dimostrazione di Alice, una bambina appassionata di biologia, che ricorda a tutti noi l’importanza e la necessità della qualità dei nostri prodotti, in particolare del nostro cibo.

Proloco Dol ha lo scopo di portare la qualità dell’enogastronomia del Lazio alla portata di tutti, anche e soprattutto in aree periferiche metropolitane. Il nostro progetto punta a diffondere il concetto di filiera corta, favorendo la conoscenza e la fruizione dei prodotti del territorio, la tutela di tutte le aziende tradizionali e degli artigiani dell’enogastronomia, fino allo sviluppo di forme di agricoltura ecocompatibile; è nostra convinzione che il prodotto tradizionale e tipico sia un elemento fondamentale di raccordo tra i produttori e i consumatori che non vogliono essere colonizzati dagli effetti della globalizzazione.

Proloco Dol seleziona direttamente sul territorio le aziende e i prodotti tradizionali e tipici, compresi quelli che ancora oggi costituiscono una nicchia al limite della produzione familiare, poiché proprio questi ultimi portano un contributo fondamentale alla salvaguardia dei prodotti vegetali e zootecnici regionali.

Consumare criticamente significa anche investire criticamente, favorendo il lavoro nella periferia e acquistando da piccole aziende agricole a rischio chiusura, per combattere in questo modo la globalizzazione dei mercati e la standardizzazione dei sapori.

Infine a tutte queste motivazioni se ne aggiunge un’ennesima fondamentale: il gusto! Proloco Dol, a Roma, in via Domenico Panaroli 35, è la bottega del gusto dove assaporare specialità e rarità dell’enogastronomia “di origine laziale”.

 

Fonte: My Potato Project

Mangiare: Pro Loco Dol

Pro Loco Dol

Dalla rivista Zero.eu – clicca sull’immagine per ingrandire

Dol vuol dire “Di origine laziale” e vuol dire anche Vincenzo Mancino, deus ex machina senza la cui passione, gusto e caparbietà non esisterebbe quanto stiamo per raccontare. La storia di Dol inizia nel 2006 con una gastronomia di soli prodotti ed eccellenze
regionali. A Centocelle, lontano dal centro e dalle altre gastronomie storiche, anche se questo per Vincenzo non ha rappresentato mai un limite: “Il centro è troppo confusionale per l’attenzione che richiedono le cose buone […]”

Ringraziamo la rivista Zero.eu per il suo speciale (che vi invitiamo a leggere!) sul nuovo locale Pro Loco Dol, a via Panaroli 35 a Roma, e su Vincenzo Mancino e per aver inserito la nostra realtà  nel “meglio del 2013 a Roma” riguardo alla classifica dei nuovi spazi dedicati all’enogastronomia aperti nella Capitale.

Rimanete in contatto con noi attraverso i nostri social network (Twitter @DOLdigusto e la pagina Facebook DOL – Bottega del Gusto) e venite a trovarci: siamo aperti dal lunedì al sabato dalle 8:30, fino a mezzanotte!

Fonte Immagine: Rivista Zero

I mercati di specialità gastronomiche e la varietà alimentare… nell’antica Roma!

Ma lo sapete che il primo mercato gastronomico venne aperto a Roma già sotto Giulio Cesare? E qui in tante piccole botteghe del gusto si poteva scegliere tra futta, verdura, carne, pesce, formaggi, vino…

Come riportano i TaccuiniStorici Roma godeva già allora di importanti agronomi:

“Per proteggere le merci dai raggi del sole venivano stese pelli di animali.
Qui era soprattutto abbondante l’offerta di verdure ed ortaggi , i prodotti cioè di un campo nel quale gli agronomi del tempo operavano con risultati apprezzabili. Erano riusciti, ad esempio, a coltivare per la prima volta la lattuga cappuccina e a far raggiungere ad asparagi e cavoli le dimensioni che ancora oggi mantengono.”
E un cronista dell’epoca descrive un concetto che forse allora non avrebbe capito: la biodiversità!
“Si potevano trovare 38 qualità di pere e 23 di mele. Strettamente addossati l’una a l’altro, stavano i banchi dei verdurieri, che urlando, vantavano la qualità delle proprie merci”.

http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/usi—curiosita/I-mercati-generali-di-Giulio-Cesare.html

E sì che a Roma il cibo aveva una valenza talmente forte da riprendere nei mosaici anche gli avanzi…