Ricetta autunnale con zucca e Ricotta Nobile di Cibo Agricolo Libero

Cibo Agricolo Libero

Se avete voglia di provare una ricetta dai sapori delicati e unici, con ingredienti di stagione e accompagnata da una deliziosa Ricotta Nobile prodotta dal caseificio Cibo Agricolo Libero, beh allora siete sul blog giusto!

Questo tortino ha come ingrediente principale la nostra Ricotta Nobile, la sua “nobiltà” è data dal latte. La Ricotta Nobile è così certificata se il latte dai cui è prodotta proviene  da pascoli aziendali allevati in modo naturale e che utilizzino all’interno del foraggio almeno 5 essenze fondamentali che donano al latte un sapore unico. Inoltre tutti gli animali mangiano rigorosamente cibo NO OGM e nel foraggio non sono presenti ne’ mais ne’ soia. Ecco perché la nostra ricotta è Nobile e soprattutto sana.

Da Proloco D.O.L. in via Domenico Panaroli 35 potrete acquistare la nostra freschissima Ricotta Nobile  preparata dal caseificio di Cibo Agricolo Libero da gustare a casa, o se avete voglia di fermarvi per un aperitivo o una cena potrete assaggiarla qui da D.O.L. in gustose ricette con prodotti di stagione. Se scegliete di acquistarla ecco una ricetta semplice ma deliziosa.

INGREDIENTI PER IL TORTINO DI ZUCCA, BROCCOLETTI E RICOTTA NOBILE:

300 gr. di zucca, 300 gr. di cime di broccoletti, 300 gr. di Ricotta Nobile Cibo Agricolo Libero, menta fresca, sale e pepe q.b.

Tagliamo la zucca per la lunghezza a strisce sottili e facciamola sbollentare in acqua poco salata 1 o 2 minuti. Nella stessa acqua sbollentiamo anche le cime dei broccoletti.

Mettiamo in una ciotola la ricotta e teniamone meno della metà da parte. Prendiamo un coppa pasta, rivestiamolo con carta forno e a strati creiamo il nostro tortino. Sul fondo disponiamo  le strisce di zucca, un po’ di menta fresca, la Ricotta Nobile, i broccoletti che avremo schiacciato leggermente con la forchetta ed infine chiudiamo con la zucca.

Prendiamo la Ricotta Nobile che avevamo tenuto da parte e lavoriamola leggermente con pepe, sale e menta tritata, con questo composto andiamo a chiudere il nostro tortino che andrà in forno a 180° per 20 minuti.

Leggera e solo con ingredienti di stagione abbinatela con un buon vino che sia rigorosamente D.O.L. Di Origine Laziale.

Buon appetito!

cibo agricolo libero

 

 

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D.O.L. di birra

Birra1jpgLa birra è fra le bevande alcoliche più diffuse al mondo, fresca, dissetante, compagna di serate e di chiacchiere. Certo alcuni potranno obiettare che non può essere paragonata ad un corposo e profumato Cesanese del Piglio, eccellenza del Lazio prodotto fra i comuni di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano, ma a noi di D.O.L. le cose buone piacciono tutte e quindi abbiamo deciso di approfondire l’ argomento.

La birra ha origini antiche e come si sa fra i più bravi produttori di birre ci sono proprio i  frati trappisti che in Francia dal 1800 cominciano a produrre birra per finanziare il proprio sostentamento. Beh di strada anche l’Italia ne ha fatta e oggi i birrifici artigianali italiani sono fiore all’occhiello della produzione nazionale.

Ma qui a Proloco D.O.L. sappiamo bene che dopo aver appreso le fasi di produzione della birra è bello arrivare alla parte più ludica: l’abbinamento con i formaggi. E allora via libera agli accostamenti con lo stracchino, quello con crosta fiorita stagionata 60 giorni, oppure con la toma stagionata in grotta 12 mesi e con altrettanti cibi selezionati e preparati da D.O.L.

Anche questo sabato continuano da Proloco D.O.L. in via Domenico Panaroli 35 gli incontri di avvicinamento alla birra, così da farvi arrivare super preparati agli abbinamenti più sfiziosi. Lasciatevi stupire da una delle bevande più antiche e dissetanti del mondo.

 

 

Consumare con lentezza da D.O.L.

Noi di Proloco D.O.L. conosciamo bene l’importanza della lentezza o, come scriveva Sepùlveda nella sua favola moderna “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, conosciamo l’importanza di far le cose per bene e con il giusto tempo.

Filiera corta, agricoltura ecocompatibile, tutela dei prodotti artigianali della tradizione  –  come ad esempio il conciato di S. Vittore e i salumi da suini autoctoni dei Monti Lepini e Reatini – tutti obiettivi che, da quando nel 2006 Proloco D.O.L. ha aperto, ha fortemente portato avanti. Il cibo, quello di qualità, deve raccontare una storia ed anche aiutare il consumatore a riappropriarsi del proprio senso critico quando sceglie un prodotto.

Con questa filosofia, nel tempo, l’ecosistema gastronomico di Proloco D.O.L. si è arricchito di nuovi progetti e nuove forme di agricoltura sostenibile e biologica. Così sono nati: i due orti biologici a Sacrofano e a Poggio Mirteto, il Caseificio Sociale “Cibo Agricolo Libero” all’ interno del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma ed il recente allevamento completamente brado di maiale Nero Lucano.

Un po’ della nostra storia è andata in onda appena ieri su Alice TV dove, fra una ricetta a base di Ricotta Nobile e l’altra, abbiamo parlato di progetti etici e cibo di qualità… (lo racconteremo presto con tutti i particolari del caso!)

A tutti voi che invece volete conoscerci più da vicino non resta che raggiungerci in via Domenico Panaroli 35 per un aperitivo, una cena in compagnia o per partecipare ad uno dei nostri eventi di degustazione, il tutto in lentezza e relax!

aperitivo da Proloco DOL - Centocelle

Comunicazione di servizio: 2 giugno Proloco Dol chiusa

Proloco DolProloco Dol, in via Domenico Panaroli 35 a Roma, è aperto tutti i giorni, dalla mattina fino a mezzanotte, con domenica giorno di chiusura, così come per le festività e il 2 giugno (venerdì) il locale sarà chiuso, mentre, per quanti lo hanno richiesto, sabato 3 giugno saremo aperti.

Vi aspettiamo da Proloco Dol, con le nostre rarità del Lazio e prodotti enogastronomici di alta qualità a KmZero come il conciato di San Vittore, il fiocco della Tuscia, il prosciutto di Bassiano, le lenticchie di Onano, e tanto altro ancora tra vini e oli e i formaggi del progetto Cibo Agricolo Libero!

Potete raggiungerci con facilità e comodamente grazie anche al vicino parcheggio gratuito, vi aspettiamo qui o nelle diverse belle iniziative a cui siamo presenti!

Per rimanere in contatto con noi e aggiornati con tutte le novità:

Berenice e il suo racconto del progetto Cibo Agricolo Libero

Berenice e Cibo Agricolo Libero | Proloco Dol

Entrato da Proloco Dol, al civico 35 di via Domenico Panaroli a Roma, quartiere popolare di Centocelle, trovi subito il grande bancone con salumi e formaggi ad accoglierti. In più, sulla sinistra, sul tavolo di fianco ai vini, oggi (Ndt: 27 aprile 2017) era presente un’esposizione particolare: i pecorini come il Conciato di San Vittore o Le Mura a forma di mattonella e i vaccini come Hathor, a piramide tronca e piccola occhiatura interna, e Don Blu dalle striature delle muffe Roquefort. Seduta al tavolo c’era Berenice insieme a degli opuscoli dal titolo Cibo Agricolo Libero Rebibbia Femminile.

Cibo Agricolo LiberoAll’interno del carcere di Rebibbia è stato realizzato un caseificio che utilizza prodotti a chilometro zero e solo latte nobile, dove Berenice e altre 3 detenute lavorano da lunedì al venerdì dopo aver superato la selezione, fatto non scontato, di un corso tenuto da Vincenzo Mancino, gourmet e ideatore di DOL e patron del progetto Cibo Agricolo Libero.

Berenice aveva degli occhiali che si è tolta prima di stringermi la mano e per la solidarietà propria di chi soffre di miopia le chiedo quanti gradi le manchino: – a destra 2 e ½… ma vedo bene è solo che qui c’è tanta luce!

In realtà è una normale giornata, non più luminosa di tante altre e certo il locale di Proloco Dol dà una sensazione di spazio e libertà (soprattutto all’entrata… sensazione che si perde alle 9 della sera quando tutti i tavoli e le sedie vengono occupate… sempre consigliata la prenotazione…) .  E’ vestita in modo semplice e pulito, un braccialetto rosso al polso destro, all’altro speculare un orologio, orecchini a cerchio e una collanina e mi ha fatto rivivere quei momenti di imbarazzo nell’essere semplicemente insieme agli altri in una situazione di normalità. Infatti mi dice: – sono fuori dal carcere in licenza premio!

Cibo Agricolo LiberoCome si svolge il vostro lavoro?

La mattina andiamo ai locali del caseificio, accendiamo tutto e mandiamo a 90°, questo anche per sterilizzare, l’igiene e la pulizia è tutto in un lavoro come questo. E poi ciascuna di noi ha il suo compito, la “casara”, l’addetta alla ricotta (sì facciamo anche la ricotta), chi aiuta e anche chi si occupa delle pratiche burocratiche che non mancano.

Come è stato il corso con Vincenzo Mancino?

Non facile, eravamo tante all’inizio… E anche ora quando viene a controllare il nostro lavoro se trova qualche cosa si mette ad urlare e io gli dico “Vincenzo stai buono”!

E lui?

Dice che prima aveva una moglie, ora ne ha cinque!

E quanti formaggi riuscite a fare?

In realtà non lo so… perché più che per numero di formaggi lavoriamo su chili e sui litri. Certo lavoriamo dai 1000 ai 2000 litri di latte a settimana e in un giorno circa 45-50 kg, di varie forme e tipologie!

Programmi per il futuro:

Sì! Il 20 maggio uscirò!

E nel caseificio all’interno di Rebibbia?

Troveranno una sostituta!

Cosa farai una volta fuori?

Ho voglia di continuare questo percorso con il progetto Cibo Agricolo Libero, forse si riuscirà ad avere un banco in un mercato qui a Roma!

E noi vi terremo informati!

(Note al post: ringrazio Berenice per la sua cordialità e per avermi concesso delle brevi videointerviste che saranno pubblicate su questo blog e/o sulla pagina facebook di Cibo Agricolo Libero e di Dol, e per avermi raccontato delle altre detenute con cui condivide spazi e progetti.)

Alessio Fabrizi

Berenice racconta Cibo agricolo libero

Cibo Agricolo LiberoPochi sanno che all’interno della sezione femminile del carcere romano di Rebibbia c’è una vasta parte di terreno coltivata con metodo biologico e allevamenti di animali come pecore, conigli, polli e tacchini. In questo contesto in cui le mura di recinzione sembrano lontane, è diventata realtà il nostro progetto di caseificio dove hanno trovato un impiego retribuito 4 donne.

Ma creare lavoro in carcere non servirebbe a niente se non si crea la speranza di poter continuare fuori quello che si è appreso, la speranza poi deve diventare realtà concreta…
…e questa realtà a volte così semplice per noi è un sogno per molte persone.

Ci piace pensare questo: aiutare a realizzare un sogno con le proprie possibilità e capacità, nonostante tutto!!!
Berenice parlerà a chi lo vorrà della propria esperienza, presentandovi il frutto del suo lavoro, il formaggio del progetto “Cibo Agricolo Libero“, senza dimenticare le sue amiche!!!

 

Dove: da Proloco Dol, via Domenico Panaroli 35 (Centocelle) a Roma

Quando e a che ora? 27 aprile 2017, dalle 13 in poi

L’evento su facebook: Berenice racconta Cibo Agricolo Libero

Una foto e una curiosità: la foto con Vincenzo Mancino e la squadra femminile di cui si avvale il caseificio del progetto “Cibo Agricolo Libero” rappresenta il 1° formaggio realizzato, lanciato in aria come rito di buon augurio… una sorta di “esprimi un desiderio… e vai!!!”

Più informazioni: http://dioriginelaziale.it/cibo-agricolo-libero/

Primavera e a Roma è tempo di vignarola, il piatto rivisitato nella ricetta dello chef di Proloco Dol

Vignarola Proloco DolDopo la nomination (Premio Mangiaebevi 2017 per le eccellenze di Roma e Lazio) al nostro chef Simone Salvatori per la pizza di Proloco Dol, il Gambero Rosso condivide e promuove 3 ricette per la Vignarola, piatto della tradizione romana, rivisitate dai principali chef di Roma, e tra queste la ricetta della “Vignarola con carciofi fritti“, direttamente dall’ingegno delle cucine di via Domenico Panaroli 35, Centocelle a Roma (sede di Proloco Dol ;-)) e che vi riportiamo qui:

Vignarola con carciofi fritti – Proloco DOL

Ingredienti:

2 cipollotti freschi

2 carciofi romaneschi

250 g. di piselli

300 g. di fave

1 cespo di lattuga romana

Olio extravergine di oliva q.b.

Sale fino q.b.

Pepe nero q.b.

Tagliare i cipollotti e lasciarli appassire in un tegame con un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungere la lattuga tagliata a listarelle. Friggere i carciofi in abbondante olio bollente e tenere da parte. Coprire il tegame e lasciar cuocere il tutto a fuoco lento, aggiungendo di tanto in tanto un po’ di acqua (in sostituzione si può utilizzare il brodo vegetale per conferire più sapore al piatto). Unire, per ultimi, fave e piselli e continuare a cuocere per altri 20/30 minuti. Servire su un piatto insieme ai carciofi fritti, accompagnati da pane bruscato oppure come contorno per altre pietanze.

Fonte (e per maggiori info sulla “vignarola”): GamberoRosso.it