Un cibo genuino …e sostenibile

Che il “cibo genuino” possa essere nel contempo il prodotto di un’agricoltura sostenibile per il pianeta è una consapevolezza recente. Il cibo genuino dei nostri nonni (e bisnonni) contadini e allevatori era … il frutto del loro lavoro. Si trattava di piccole realtà agricole che offrivano a famiglie e comunità il nutrimento quotidiano.

Ora trovare vero cibo genuino è diventata un’impresa ardua, almeno per chi vive in città. A disposizione dei consumatori c’è una tracciabilità della filiera sempre più ricca ed esaustiva ma resta il fatto che ciò che mangiamo tutti i giorni spesso è prodotto da grandi aziende di stampo intensivo e industriale.

Proprio questi prodotti sono quelli più diffusi e reperibili, considerando anche che l’attuale modello di finanziamenti europei privilegia spesso quel tipo di azienda, che è decisamente più inquinante! In questo modo le attività agricole di dimensioni minori e più sostenibili tendono più facilmente a scomparire.

Noi di DOL da sempre ci muoviamo in … contro-tendenza. Col nostro lavoro ampliamo il mercato di aziende piccole e piccolissime. Più volte abbiamo evitato la chiusura di attività e l’estinzione di prodotti. Le prelibatezze gastronomiche che ricerchiamo e scegliamo per voi sono realizzati da produttori che salvaguardano i prodotti vegetali e zootecnici del Lazio.

Le aziende che noi di DOL selezioniamo sono, insomma, inserite positivamente negli ecosistemi locali. Inoltre l’artigianalità tutela il gusto e le proprietà nutritive e la conservazione dei prodotti tradizionali valorizza le tipicità e la biodiversità dei territori.

Come sa chi ci frequenta da tempo, la nostra linea di distribuzione fa uscire questo cibo genuino dalla nicchia e lo rende raggiungibile da sempre più consumatori. Perché siamo convinti che mangiare bene sia la soluzione a più di un problema! “Mangiare meno e mangiare meglio” è un motto che può fare al caso nostro, che ne pensate? 😉

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Il mondo produttivo alle porte della metropoli: intervista a Vincenzo Mancino

Lunedì scorso, come vi avevamo anticipato, Vincenzo Mancino ha tenuto il seminario “Le forme del latte dalla Mesopotamia al Digitale” presso l’eventoMercato Mediterraneo. In quell’occasione Francesca Demirgian di Roma Today lo ha incontrato: ne è uscita la gustosa intervista che vi segnaliamo.

Il seminario ha avuto un pubblico di ragazzi, studenti di istituti alberghieri, e Vincenzo ha colto e sottolineato l’importanza di comunicare con i giovani, che tra qualche anno gestiranno tutta la filiera del cibo: futuri “allevatori, trasformatori, cuochi, consumatori…”, che devono essere bene informati per poi saper lavorare, saper scegliere. Vincenzo ha scelto di valorizzare, ad esempio, la genuinità e l’artigianalità, caratteristiche alla base di un prodotto di gusto.

I piccoli produttori che vogliono lavorare con questi standard sono oggetto della ricerca di Vincenzo, una ricerca che, in qualche misura, suggerisce anche a noi, per uscire dalla logica “comoda” della grande distribuzione:

Roma è così bella appena esci fuori dal raccordo: trovi decine di produttori di verdure, di formaggi, di carne, di salumi, che vale la pena la famosa ‘scampagnata della domenica’, quindi il mio invito è quello di riprendersi un po’ del proprio tempo per poterla fare.

L’incontro con chi produce porta conoscenza e scoperta, per questo vale la pena spostarsi, o cercare il produttore nei mercati: il mercato che Vincenzo auspica è quello classico, della piazza. Anche D.O.L. a suo modo porta questo mondo produttivo dentro Roma, e quando c’è l’occasione raggiunge quartieri sempre nuovi, come con l’apertura di Proloco Trastevere:

La cucina è fatta di prodotti, di persone e di storie di queste persone e in ogni prodotto ce n’è un pezzettino. Credendo in questo, portando queste storie nei piatti, non ci sono location che valgano più di altre.

Ringraziamo Roma Today per il bell’articolo che potete trovare a questo link.