Comunicazione di servizio: chiusure estive

DOL di origine laziale

Primo agosto! Siamo arrivati al cuore dell’estate e ci prepariamo a fare un po’ di pausa. Vi informiamo dunque delle nostre prossime chiusure.

DOL distribuzione chiuderà gli uffici (tel 06 90235269) da mercoledì 14 a domenica 18 agosto: solo pochi giorni, per non lasciare i clienti senza la straordinaria qualità dei nostri prodotti di origine laziale! 😉

Il ristorante-pizzeria Proloco Trastevere resterà chiuso dal 5 al 29 agosto inclusi.

Il punto vendita dei nostri prodotti in via Domenico Panaroli, 35 e l’annesso ristorante Proloco chiuderanno sabato 3 pomeriggio per riaprire lunedì 26 agosto.

Non ci resta che augurarvi di trascorrere delle settimane serene!! 🙂  A presto, da DOL.

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Pasta artigianale, buona e virtuosa

pasta artigianale Lagano

La qualità di un alimento si ritrova nel gusto. Mangiare bene, per chi sceglie la “dieta” tipica italiana, passa anche dalla scelta di una buona pasta. Meglio se locale, artigianale, a base delle migliori semole di grano duro. Almeno questa è la filosofia dei “locavori” ! E nella selezione DOL questo cibo base dell’alimentazione quotidiana, c’è.

Il produttore che abbiamo scelto è Lagano, una piccola azienda a conduzione familiare in provincia di Roma. Le caratteristiche della pasta Lagano sono la materia prima di qualità, la trafilatura in bronzo e l’essiccazione lenta

La materia prima utilizzata è la semola di grano duro extra, di provenienza nazionale. Una garanzia di qualità se pensiamo ai rischi dei grani d’importazione, legati all’utilizzo di glifosato e alle diverse normative riguardanti le micotossine.

La trafilatura in bronzo, rispetto al teflon usato nella produzione industriale, è più costosa e richiede tempi di lavorazione maggiori. Ma è irrinunciabile per un prodotto a regola d’arte, poiché rende la pasta opaca e rugosa, in grado di trattenere anche i condimenti più elaborati.

L’essiccazione lenta e a temperature basse, garantisce anche una maggiore “tenuta” dei nutrienti della pasta e delle qualità organolettiche della materia prima utilizzata. Inoltre, mentre le temperature elevate provocano una perdita di sostanze aromatiche, l’essiccazione a basse temperature regala al prodotto finito un gusto superiore.

Come è scritto sul sito del pastificio Lagano:

Gli ingredienti per fare una buona pasta di semola di grano duro sono soltanto due, semola e acqua. (…) Ma la pasta artigianale è molto di più, tanti sono i fattori che un bravo pastaio deve tener presente affinché si parli di prodotto di qualità. Bisogna decidere la temperatura e la quantità di acqua in base all’influenza climatica della giornata, impastare alla giusta pressione, trafilare tenendo sempre presente le temperature da dare alle trafile, ecc…

Potete acquistare la pasta Lagano presso il nostro punto vendita in via Domenico Panaroli, 35 a Roma. I formati disponibili nella selezione DOL sono: rigatoni, fettuccine, caserecce, mezzi rigatoni, mezze maniche, tonnarelli, linguine, fusilloni, spaghetti, spaghettoni. E dopo questo elenco …non vi è venuta un po’ di fame???  🙂

pasta Lagano: la carbonara di Proloco Trastevere

Una filiera trasparente e partecipata: istruzioni per l’uso

Dol preacquisto Funky Tomato

La Campagna di Pre-acquisto Funky Tomato è una bella avventura cui DOL Di Origine Laziale partecipa anche quest’anno, stavolta in compagnia di una rosa di società e associazioni, firmatarie del Contratto di Rete 2019.

Sono Cooperativa (R)esi­stenza Anticamorra, La Fiammante, Oxfam Italia, Storytelling Meridiano, AgroBio srl, Op Mediterraneo e, naturalmente, noi di DOL. Realtà del terzo settore, della distribuzione e della produzione agricola sostenibile, che portano le proprie competenze nella filiera virtuosa di Funky Tomato. Il fondatore Paolo Russo, come riportato dal Corriere.it, spiega che

«Storicamente i rapporti nella filiera agricola sono sempre stati uno a uno. Il bracciante dialoga con il datore, il produttore con chi distribuisce. Mancava, insomma, una tavola rotonda attorno alla quale confrontarsi e, soprattutto, risolvere i problemi».

NO ai prezzi al ribasso che devastano braccianti e ambiente!

L’obiettivo è dare forza alla proposta di una filiera del pomodoro libera da caporalato e sfruttamento. Come dire: un’agricoltura sostenibile ed equa è possibile, quindi produttori leader di mercato e Grande Distribuzione possono migliorare i propri standard

La speranza è di realizzare il pre-acquisto più grande degli ultimi quattro anni e di raggiungere consumatori ancora ignari del progetto sociale di Funky Tomato!! La copertura mediatica c’è stata, ora vorremmo dare qualche informazione pratica in più sul pre-acquisto, che sarà attivo fino al 15 settembre.

Attraverso il pre-acquisto i privati, i ristoratori, i GAS e  i sottoscrittori del contratto di rete, entrano a far parte della “comunità economica solidale” che sostiene direttamente gli agricoltori. DOL sarà il referente su Roma della campagna.

Come partecipare alla Campagna di Preacquisto

Andando sul sito di Funky Tomato troverete al centro dell’home page il pulsante per partecipare. Cliccandolo verrete indirizzati alla pagina in cui potrete selezionare i prodotti, scontati. Naturalmente si tratta della produzione in corso, cioè di pomodori non ancora lavorati, o ancora da raccogliere!!! Infatti la distribuzione inizierà all’indomani della fine della campagna, ovvero nella seconda metà di settembre.

Chiudiamo ovviamente con l’invito a rendere concreta e significativa , col proprio acquisto, questa filiera alternativa: citando ancora Paolo Russo, fondatore di Funky Tomato

un’agricoltura diversificata, contrattualmente forte, consapevole delle proprie connessioni con il paesaggio e l’ambiente, attenta alle relazioni di lavoro, capace di costruire percorsi di inserimento lavorativo e di interazione culturale.

Tutti elementi preziosi e irrinunciabili, per noi di DOL.

I piccoli produttori che tutelano la Biodiversità

La Tua Etruria SLOW FOOD VILLAGE

Inizia oggi a Viterbo Slow Food Village, il villaggio ECOgastronomico. Quattro giorni di eventi, laboratori, degustazioni e street food.

Si tratta della settima edizione e il tema di quest’anno è “VIAGGIACIBANDO. Il turismo enogastronomico, esperienziale e sostenibile”, in linea con il 2019 “Anno del Turismo lento”. Oltre a mostre esperienziali dedicate alla Tuscia, ci saranno percorsi di degustazione riferiti a varie regioni italiane e una mostra nella Casa della Biodiversità, tra i prodotti a rischio estinzione, denominati Presidio Slow Food.

Come ci racconta il quotidiano online La tua Etruria, durante la presentazione del festival nella Sala Consiliare del Comune,

Luigi Pagliaro, presidente Slow food Lazio, ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura, unica chiave per salvare il mondo e andare verso un futuro sostenibile, ovviamente tutelando i piccoli produttori.

Il focus della manifestazione infatti è “Salviamo la biodiversità per salvare il mondo, perché tutelando e valorizzando le piccole produzioni è possibile evitare la diffusione delle monoculture, riscoprire sapori, identità e territori che rischiano di essere compromessi per sempre”.

E così, perfettamente in linea con questo messaggio, che nel suo caso diventa proprio una missione,  tra gli ospiti non poteva mancare il nostro

Vincenzo Mancino, testimonial per il Lazio a Expo e ideatore di progetti per la promozione delle tipicità territoriali e di progetti sociali.

Vincenzo porterà la propria esperienza in un dibattito presso l’Arena intitolato FOOD: TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE, domenica 7 luglio alle ore 22, che vedrà ospiti (da programma):

Marco Oreggia, giornalista e critico enogastronomico curatore della guida Flos Olei – guida al mondo dell’extravergine; Vincenzo Mancino, fondatore di DOL – Di Origine Laziale e del caseificio Circolo Agricolo Libero nella casa circondariale femminile di Rebibbia. Conduce Carlo Zucchetti, editore e fondatore del giornale enogastronomico http://www.carlozucchetti.it.

Potete leggere il programma completo della manifestazione alla pagina http://www.slowfoodvillage.it/#schedule.

Slow food Village

Funk e cocktail DOL!

Funky Proloco Trastevere

Il giovane staff di Proloco Trastevere, come ben sa chi ci segue, ha una grande passione per teatro e musica. Per questo, il locale con i prodotti DOL nel cuore di Roma coglie l’occasione della Festa Internazionale della Musica per coccolare i propri clienti con un nuovo appuntamento musicale.

La Festa della Musica nasce in Francia 37 anni fa e vede  musicisti di tutti i generi suonare nelle strade per celebrare il solstizio d’estate. In Italia ha preso il via nel 1994 e coinvolge più di 700 città (info: https://www.festadellamusica.beniculturali.it/). E quest’anno Proloco Trastevere si unisce agli eventi della Festa della Musica di Roma!

Domani, venerdì 21 giugno, a partire dalle ore 18, tutti in strada come prevede la Festa (davanti al locale, via Mameli 23), insieme ai Fabrikahouse ! Un lungo, lunghissimo DJ SET di musica funk tutto da ballare! E se vi viene fame basta fare un passo oltre la soglia e ordinare i nostri prodotti DOL a chilometro zero!!!

Con l’occasione, inoltre, Proloco Trastevere lancerà la sua nuova proposta di cocktail pensati per l’estate. Alla base delle gustose miscele, la nostra selezione di liquori del Lazio provenienti dai Monti Ernici grazie alla lunga tradizione dell’azienda Sarandrea.

Allora vi aspettiamo domani, dalle 18 in poi, con Funky Proloco!! Info: 06 4559 6137.

Funky Proloco

Una scelta di libertà, anche nel piatto

TRANSHUMANUS

Il prossimo week end del 15 e 16  giugno avrà luogo Transhumanus 2019, un “evento itinerante” molto particolare. I pastori dell’azienda agricola San Maurizio (Picinisco – FR) partiranno con il proprio gregge e con chi vorrà accompagnarli, per raggiungere i 1500 metri di altitudine a Prati di Mezzo, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Come ci racconta Quale Formaggio, la rivista online dedicata al mondo caseario, la passeggiata nasce per avvicinare le persone non del settore, cittadini e consumatori, alla transumanza. Per gli animali non costretti in allevamenti chiusi, è il momento della migrazione stagionale che consente di trovare il cibo migliore.

La transumanza, un rito millenario che unisce l’uomo all’animale allevato, ci riporta alla natura e alla fonte del nostro nutrimento. Come scrive la redazione di Quale Formaggio, si tratta di

Un fenomeno ai cui elementi antichi e fondanti — il viaggio di pastori, greggi e mandrie, e l’erba, nutrimento naturale degli animali da latte — si sono aggiunti, in questi ultimi anni — grazie alla partecipazione di camminatori, turisti, amanti della natura e del buon cibo — un’ infinità di altri contenuti, di valori sociali, umani, emozionali e identitari non indifferenti.

 

quale formaggio Transhumanus

L’evento inizierà con un ritrovo in azienda la sera di sabato 15. La passeggiata di uomini e greggi affronterà un dislivello di oltre 700 metri, con una pausa notturna a un bivacco. Il programma dettagliato è nel bellissimo articolo di Quale Formaggio che ha valorizzato anche la partecipazione di Vincenzo Mancino all’evento.

Per Vincenzo sarà la prima transumanza laziale, dopo molte transumanze lucane: anche questo per lui è un modo di stare vicino ai pastori, in linea con la filosofia di DOL. Come selezionatore di formaggi e, prima ancora, come degustatore attento alla tradizione.

Sono convinto che la partecipazione allargata ad un pubblico ampio di questo percorso dia al consumatore una maggiore consapevolezza, che parte da lì e finisce sui banchi dei mercati: saper riconoscere un prodotto, avere la capacità di leggere l’etichetta, di capire che un latte di una colorazione diversa ha un significato. E poi può servire a far capire, a far ricordare che questi animali vivono di erba, come è naturale che sia. Di erba e di cammino, di erba e libertà, non di mangimi e costrizione.

Ringraziamo Quale Formaggio per l’ampio spazio dedicato al pensiero di Vincenzo Mancino, che vi aspetta sabato per condividere l’esperienza unica di un “lento andare, tutti uniti”. Dopo di essa, mangiare un formaggio non sarà più la stessa cosa! 🙂

Fare impresa oggi: dialoghi all’università.

Vincenzo Mancino

Martedì 7 maggio Vincenzo Mancino è stato ospite del Corso di Laurea in Scienze e Culture Enogastronomiche dell’Università di Roma Tre. L’invito era a intervenire in una lezione per raccontare agli studenti l’esperienza di DOL Di Origine Laziale come player distributivo di una filiera molto particolare.

Naturalmente non si è trattato di una classica lezione frontale. L’intervento si è costruito su una serie di domande, risposte, brain storming, allo scopo di coinvolgere e stimolare il più possibile i giovani presenti.  Vincenzo ha esordito stuzzicando i ragazzi con il concetto di Consumo Critico. A poco a poco sono emerse dall’aula alcune parole chiave, che sono servite per ricostruire il senso delle scelte strategiche di DOL: consapevolezza, informazione, sostenibilità e salute.

Vincenzo ha raccontato la propria storia di esplorazione del Lazio: la scoperta di piccolissimi produttori con modalità produttive  artigianali anche molto antiche. C’era necessità di ottimizzare i processi, ma con la ferma determinazione a non alterare l’artigianalità, frutto della tradizione di un territorio.

Una volta portati su Roma, i prodotti sono diventati popolari grazie alla novità che rappresentavano: “perle” della produzione locale che raccontavano storie importanti di salvaguardia di ecosistemi, di valorizzazione di mestieri antichi e nel contempo di tracciabilità del prodotto. Proprio in quel momento, tra l’altro, si iniziava a parlare di più di filiera corta e di chilometro zero.

La discussione con l’aula è arrivata a cosa significa fare impresa oggi in un settore come quello enogastronomico (ma non solo). Vincenzo, a quel punto, ha messo a fuoco i punti di forza che hanno reso DOL un’esperienza vincente, secondo lui imprescindibili nel mercato attuale. Prima di tutto bisogna studiare e conoscere a fondo il mercato per scegliere, nel mare magnum della globalizzazione, in quale nicchia operare. Si tratterà necessariamente di una nicchia, e allora la scelta del mercato deve avere alle spalle una scelta culturale, e qui arriva il secondo consiglio: il consumo critico in tutti i suoi aspetti deve restare un riferimento di fondo!  Perché?

La risposta non era difficile ma non era neanche scontata, per gli studenti di un Corso in Scienze e Culture Enogastronomiche. Perché il consumo critico ci orienta verso l’eccellenza, la cultura e la tradizione alimentare e verso la sostenibilità della filiera. E questa Qualità deve arrivare agli acquirenti, ai consumatori, alle persone il più possibile, e magari non restare una prerogativa delle élite.

VINCENZO MANCINO