FORMATICUM: promuoviamo chi salvaguarda la qualità

Formaticum conferenza stampa

L’attesa conferenza stampa di FORMATICUM, mostra mercato di realtà casearie italiane, ormai ai blocchi di partenza, ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di ieri presso la sala grande del ristorante Proloco Trastevere.

Ha fatto gli onori di casa Vincenzo Mancino di DOL, mentre era assente per motivi deontologici l’altro organizzatore, La Pecora Nera Editore, la cui mission è valutare e recensire i prodotti esposti alla fiera. Erano presenti alla conferenza due dei produttori che parteciperanno all’evento del 23 e 24 febbraio. Altro relatore della conferenza era Domenico Villani di ONAF, Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio.

Una prima edizione con una grande aspirazione

Vincenzo Mancino non ha nascosto la propria emozione per questa prima edizione. Ha evidenziato l’importanza del dare voce agli allevatori produttori, categoria di espositori selezionata per la manifestazione. Persone che si prendono cura dei propri animali ogni giorno, anche a Natale, e, quando occorre, di notte, “come dei familiari”; poi ne trasformano il latte. Una moltitudine di piccole realtà della penisola che  FORMATICUM vorrebbe abbracciare.

Domenico Villani ha evidenziato come si tratti di un evento particolarmente significativo perché unico nel centro sud: proprio in quest’area le realtà produttive, anche di ottimo livello, ricevono ancora poca attenzione. ONAF, partner della manifestazione, nelle due giornate di evento organizzerà sei seminari proprio per accrescere la conoscenza del formaggio dal punto di vista della qualità.

L’importanza della materia prima

Vincenzo Mancino ha rimarcato la coincidenza con l’attualità delle proteste dei pastori sardi, che ancora una volta rivendicano la dignità del primo anello della filiera del formaggio, e del cibo in generale. Chi produce la materia prima è spesso ignorato e, di conseguenza, sfruttato.

Anche il giornalismo enogastronomico è sempre focalizzato sul prodotto finale e non rende abbastanza conto delle storie dei produttori, il cui lavoro determina la qualità organolettica e la bontà del prodotto. Queste storie esistono, facciamole conoscere, ha detto Vincenzo, e ne ha voluto dare un anticipo ieri dando voce a Marco Borgognoni de La Piccola Formaggeria Artigiana e a Stefano Tozzi e Zsuzsanna Komaroni di Le Caprette di Zsù.

Nei loro racconti l’impegno quotidiano ma anche la precisa scelta di garantire il benessere animale e di utilizzare (per lavorazione e confezionamento) fibre naturali evitando plastiche. E ancora, l’occasione di trainare lo sviluppo di piccoli borghi, e, perché no, di innovare la tradizione casearia locale, come nel caso dell’erborinato di pecora prodotto da Marco.

Aspettando Formaticum…

I formaggi che troveremo a Formaticum non sono merci, sono prodotti alimentari realizzati da persone come loro, prodotti salubri con un prezzo equo. Ci regalano gusti intensi e non comuni e… non scaricano costi ambientali o sociali sulle spalle della collettività. Diamo spazio a questo modo di creare il cibo e il beneficio sarà di tutti.

conferenza stampa FORMATICUM

 

 

Gustoso e altamente nutritivo: il Latte Nobile

latte-nobile

Ancora un passo in direzione della qualità e della sicurezza del nostro cibo, e in particolare del formaggio: il progetto del marchio Latte Nobile, a garanzia che il latte provenga da animali allevati all’aperto e con il nutrimento di erbe diverse che arricchiscono il prodotto finale. Ne parla un articolo del sito Sale&Pepe.it, firmato da Carola Traverso Saibante:

Qualità del latte non è solo una questione di apporto proteico e di grassi (nel Latte Nobile prevalgono quelli insaturi) ma di equilibrio tra le varie sostanze chimiche ed elementi nutrizionali acquisiti grazie all’ingestione delle varie erbe da parte degli animali. Trifoglio, lentischio, veccia, cumino e menta selvatica, erba medica, lupinella, fleo… ogni erba apporta un contributo diverso di vitamine, omega, antiossidanti, e poi ancora terpeni, polifenoli, flavonoidi, alcoli… e conferisce al latte particolari odori e sapori. Più erbe mangia un animale, più il latte si arricchisce a livello aromatico e nutrizionale. Ben diverso è ciò che arriva dall’allevamento intensivo e dai mangimi concentrati, che danno origine a un latte più scadente, sulla cui composizione e qualità chi produce formaggi ha ben poco controllo.

L’Associazione Latte Nobile Italiano ha creato un Disciplinare che prevede una razione alimentare per l’animale priva di insilati, OGM e integratori e composta per almeno il 70% da erba (minimo cinque diverse essenze) e fieno. Una alimentazione di questo tipo permette di ottenere un latte gustoso e ricco di tutte le componenti nutrizionali.

La scelta di un latte aromatico, nutriente e proveniente da bovini e ovini felici (in libertà e all’aria aperta!) è da sempre la scelta di Cibo Agricolo Libero, per tutte le proprie produzioni, e di Proloco Dol, nella quotidiana ricerca di piccoli artigiani dell’ agroalimentare, il cui rispetto dei cicli naturali e la cura nella realizzazione dell’alimento portano a un prodotto di straordinaria eccellenza e dal gusto unico. Plaudiamo dunque a questo nuovo progetto a tutela dei consumatori,  invitandovi a venire ad assaggiare i formaggi di qualità che Proloco Dol vi propone ogni giorno: una volta sentita la differenza sarà difficile tornare indietro!

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Indicazione di origine: ora anche per latte e prodotti lattiero-caseari

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Una scelta di Trasparenza per riconoscere la Qualità: l’Unione europea non si oppone all‘indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari, richiesta dall’Italia. Secondo un articolo de Il Punto Coldiretti

Il provvedimento riguarda l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari che dovrà essere indicata in etichetta con:
a) “paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”;
b) “paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato”
c) “paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato”.

Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte: nome del paese”.

L’entrata in vigore della nuova etichettatura avverrà probabilmente dal gennaio 2017. La maggiore informazione sul prodotto gioverà a tanti prodotti locali di qualità, tra cui gli amati formaggi di Cibo Agricolo Libero (il conciato romano stagionato aromatico, la toma a pasta semimolle con crosta liscia edibile, il candidum, la pasta acida, la formaggella con florescenze stagionali, la ricotta) da latte crudo biologico.

Infatti l’indicazione di origine sbarrerà la strada al falso Made in Italy, valorizzando i veri formaggi del bel paese che nel 2015 hanno raggiunto il fatturato di 2,3 miliardi. L’allevamento da latte resta l’attività economicamente più rilevante dell’agroalimentare italiano.