Dal Corriere della Sera: le notizie “gustose” si accompagnano a un’ottima selezione “di origine laziale”, con Proloco Dol

proloco dolDal sito-web del Corriere della Sera si parla delle nuove aperture di locali a Roma legati al gusto e alla buona cucina, come per Mariolina a Monti, e dal centro alla periferia un’indicazione su tutte: come sa chi sceglie Proloco Dol, gli ingredienti giusti e una selezione attenta dei prodotti sono premianti e sono già buona parte del lavoro!

Dal Corriere della Sera (Cronaca di Roma):

La filosofia di base è molto semplice: proporre la buona pasta ripiena realizzata dal pastificio di Mauro Secondi, con vari condimenti (più o meno azzeccati), insieme a qualche piatto sfizioso proposto come antipasto o secondo e agli ottimi salumi e formaggi selezionati da Vincenzo Mancino di ProLoco Dol.

Proloco Dol seleziona direttamente sul territorio le aziende e i prodotti tradizionali e tipici, compresi quelli che ancora oggi costituiscono una nicchia al limite della produzione familiare, poiché proprio questi ultimi portano un contributo fondamentale alla salvaguardia dei prodotti vegetali e zootecnici regionaliProloco Dol, a Roma, in via Domenico Panaroli 35, è la bottega del gusto dove assaporare e acquistare specialità e rarità dell’enogastronomia “di origine laziale”.

Fonte: Corriere della Sera

D.O.L il Corriere della Sera!

Corriere della Sera

Il Corriere della Sera racconta la notizia, pubblicata anche sul “Time Magazine”, su Teodoro Vadalà e il Conciato di S.Vittore, delizia unica che si può trovare da D.O.L (a via D. Panaroli 6 a Roma – Centocelle: D.O.L. “La Bottega del Gusto”), “salvato” da Vincenzo Mancino, “ricercatore del gusto” e anzi, ispirazione iniziale alla sua attività di scelta, cura, vendita a commercializzazione dei prodotti di qualitàdi origine laziale, a Km zero, e delle rarità gastronomiche.

Riproponiamo qui un approfondimento video del Conciato di S. Vittore raccontato da Vincenzo Mancino.

Di seguito l’articolo del Corriere della Sera:

Il casaro che finì sul «Time»
grazie al formaggio dell’Agro Pontino

Salvato dai gourmet e da un ricercatore del gusto il Conciato di San Vittore: 15 spezie e una ricetta antica; il produttore Teodoro Vadalà sulle pagine del settimanale Usa

ROMA – Dalle campagne dell’Agro Romano alle pagine patinate del prestigioso Time Magazine. La parabola del casaro Teodoro Vadalà che lavora ancora il Conciato di San Vittore, raro formaggio coperto da una miscela di 15 spezie raccolte sui Monti Aurunci, rilancia sulla stampa internazionale il valore delle micro produzioni artigianali che fanno del Lazio una delle regioni più ricche in termini di tradizioni e cultura. E mette a tacere chi, negli ultimi mesi, aveva accusato il colosso dello slow food Eataly di «industrializzare» il cibo di qualità e le piccole produzioni di nicchia. Si perché la storia di Vadalà è finita sul «Time» grazie agli scaffali del nuovo Beaubourg del cibo inaugurato a Roma nell’ex Terminal Ostiense, ai suoi clienti gourmet e, in particolare, ad un consulente: quel Vincenzo Mancino che qualche anno fa – come segnalava il Corriere della Sera nel 2006 – inventò Dol, Di Origine Laziale, la linea di prodotti della bottega di Centocelle.

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