Un formaggio che restituisce dignità

gambero rosso su Cibo Agricolo Libero

Anche il Gambero Rosso ha ricordato i due anni compiuti da Cibo Agricolo Libero, in un bell’articolo curato da Michela Becchi, che descrive vari progetti attivi nelle carceri italiane, accomunati dalla produzione artigianale o agricola di cibo. Queste attività diventano strumento di umanizzazione della pena e di riqualificazione dei detenuti.

La foto di apertura è dedicata proprio a Vincenzo Mancino al lavoro nel caseificio della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, di cui sono nominati anche alcuni prodotti:

LatoXlato, formaggio a pasta semi-dura, Candidum, Fico Nobile, pasta semi-dura prodotta con caglio vegetale avvolta in foglie di fico, Hathor e molte altre le specialità realizzate dalle detenute.

Michela Becchi valorizza tutti i punti di forza dei formaggi di Rebibbia: la filiera corta, che dal carcere consegna i prodotti direttamente al punto vendita Proloco Dol; l’alta qualità della materia prima, ovvero il Latte Nobile crudo, ovino o vaccino, quest’ultimo certificato dalla fattoria La Frisona di Segni, partner laziale dell’ALNI- Associazione Latte Nobile Italiano; e, naturalmente, la grande opportunità offerta a queste donne che

“Respirano un’aria diversa, vedono un’altra luce per ben cinque giorni alla settimana”, raccontava Mancino all’inizio di questa avventura.

Grazie a Michela Becchi e al Gambero Rosso per l’accurato racconto. E adesso sta a noi, buongustai e “caciofili”, consentire a questo progetto di proseguire nel tempo e di continuare a offrire possibilità di riscatto sociale alle lavoratrici detenute coinvolte. Come? Degustando, acquistando e magari anche regalando i formaggi Cibo Agricolo Libero: per un Natale buono sotto ogni punto di vista! 🙂

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