Pecorino di Picinisco: sapore antico e intenso delle campagne del Lazio

Navigando per i sapori dei parchi del Lazio ci siamo imbattuti nel Percorino di Picinisco (cercare da DOL o da Il Territorio per assaporare…). Vi mancava, no?!

Le origini di questo prodotto sono molto antiche. Certamente si tratta di tradizioni che si tramandano da diverse generazioni di pastori di padre in figlio. Fortunatamente ancora nel territorio della Valle di Comino sono presenti giovani pastori che ne perpetuano la produzione (Comuni di Picinisco, Settefrati, San Donato Val di Comino, Villa Latina, Vallerotonda, Campoli Appennino e Alvito ecc). Il latte di pecora, lavorato a crudo, viene riscaldato a 35 – 36 gradi e cagliato con caglio naturale di agnello e capretto. Dopo 30 minuti circa si rompe la cagliata che viene raccolta e messa dentro le fuscelle. Scolata dal siero la forma viene leggermente salata e dopo 24-48 ore può essere mangiata fresca o messa a stagionare. La stagionatura varia da 30 a 60 giorni per la tipologia “scamosciato” a oltre tre mesi per il prodotto “stagionato”. Il pecorino di Picinisco presenta di forma rotonda, colore bianco latte se a pasta fresca e color giallo se stagionato. Di sapore intenso e pieno, è possibile reperirlo anche aromatizzato con erbe odorose (timo, maggiorana, origano), peperoncino o tartufo.

Zone di Produzione: Acquafondata (FR), Alvito (FR), Atina (FR), Belmonte Castello(FR), Campoli Appennino (FR), Casalattico (FR), Casalvieri(FR), Fontechiari (FR), Gallinaro (FR), Pescosolido (FR), Picinisco (FR), Posta Fibreno (FR), San Biagio Saracinisco (FR), San Donato Val di Comino (FR), Settefrati (FR), Terelle (FR), Vallerotonda (FR), Vicalvi (FR), Villa Latina (FR), Viticuso (FR)

Periodo di Produzione: Da novembre a settembre in due periodi principali di lattazione: autunno/primavera; primavera/estate.

Fonte: http://www.parchilazio.it/

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