Crisi fast food? Grazie ai “farmers market”

La messa in vendita del colosso “Burger King” apre il dibattito sulle nuove abitudini alimentari. Nel mondo si moltiplicano i mercati dei contadini

La crisi del fast food con la messa in vendita del colosso statunitense “Burger King” testimonia di un cambiamento in atto nelle abitudini alimentari anche negli Usa dove negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiati i mercati degli agricoltori.

L’analisi è di Coldiretti che sottolinea come negli Stati uniti siano aperti ad oggi 6.132 mercati degli agricoltori, con un aumento del 16% rispetto allo scorso anno.

Una tendenza sostenuta dalla stessa amministrazione Obama che ha avviato numerose iniziative a favore di stili di vita sani che vanno dall’obbligo ad indicare il conto delle calorie nei menù offerti dalle catene di fast food, alla coltivazione di un orto alla Casa Bianca.

Anche in Italia si registra il successo di esperienze di vendita di prodotti locali (e qui vi suggeriamo di visitare DOL): secondo una recente indagine Coldiretti/Swg, il 54% degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali.

La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i tre miliardi di euro e coinvolge 63.000 imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre.

FONTE:  I AM Informazione & Ambiente

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