L’officina biologica racconta Formaggi e Salumi D.O.L.

Navigando sul gustoso sito de L’Officina Biologica, nell’elenco dei fornitori potrete scovare i … sapori di DOL !

Raccontano la nostra filosofia e i prodotti Di Origine Laziale che arricchiscono i sapori dell’Officina.

FORMAGGI E SALUMI D.O.L. (DI ORIGINE LAZIALE)

d.o.l. di origine laziale
via domenico panaroli 6a, roma
06 24300765
info@dioriginelaziale.it

chilometro zero, filiera corta, consumo responsabile…
d.o.l. seleziona e distribuisce prodotti biologici e tipici esclusivamente laziali su tutto il territorio romano. ha incentivato la produzione di microimprese che altrimenti non sarebbero riuscite a crearsi una nicchia di mercato. ha accorciato la distanza tra roma e la sua campagna, rifiutando il concetto di globalizzazione alimentare che diventa anche appiattimento del gusto e oblio delle tradizioni.
per definire il loro ideale consumatore, quelli di d.o.l. hanno coniato un nuovo termine: locàvoro. un locàvoro mangia tutto, purché sia stato prodotto e trasformato entro il raggio di pochi chilometri dal luogo in cui abita.
noi di officina biologica abbiamo molto apprezzato i formaggi, come il conciato di san vittore, un pecorino aromatizzato con quindici spezie autoctone. è molto ampia anche la selezione di salumi, dal prosciutto di bassiano al più raro speck affumicato al ginepro. li troverete tutti nei nostri taglieri o potete richiederli per i vostri panini farciti.
per sapere cosa mangiate, leggete sotto una breve descrizione dei prodotti.

i formaggi

  • cacio magno. formaggio biologico morbido, dal sapore dolce e aromatico, di forma parallelepipeda. il latte di pecora proviene esclusivamente da pascoli della bassa sabina e viene lavorato a crudo. seguono le fasi della salatura in salamoia e della stufatura (cottura in umido, a bassa temperatura). la stagionatura dura almeno trenta giorni ed avviene su tavole di legno. infine, viene coperto esternamente con la fecola di patate.
  • cacio fiore. formaggio biologico morbido e cremoso dal sapore intenso, lievemente amaro e non salato. ha la forma di un mattone e una crosta esterna giallognola. si ottiene dal latte di pecora laziale lavorato a crudo, il caglio aggiunto è esclusivamente vegetale e anche la pasta è cruda. segue una stagionatura di un mese.
  • conciato di san vittore. ricetta di origine sannitica. questo pecorino è particolare perchè la sua crosta gialla è “conciata” con quindici spezie raccolte a mano sui monti aurunci. con queste erbe aromatiche, le caciotte non si ossidano e acquisiscono un sapore particolare e meno intenso rispetto agli altri pecorini. altra peculiarità è la sua pasta, morbida e bianca, nonostante la stagionatura possa arrivare sino ai novanta giorni.
  • pecorino foglie noce. pasta dura e dal colore tipico giallo paglierino. è posto a stagionare per dodici mesi in locali asciutti e nell’ultima fase è avvolto nelle foglie di noce, che gli attribuiscono un particolare retrogusto e mitigano il sapore tipico salato e piccante.
  • pecorino della sabina. per farlo, occorre un procedimento lungo e complesso. la lavorazione del latte è a crudo, la pasta è semicotta, di consistenza variabile in base al periodo di stagionatura. noi abbiamo scelto quello a pasta semidura, messo a stagionare per sei mesi. ha un colore giallo paglierino e un sapore leggermente salato e piccante.
  • pecorino di picinisco scamosciato. è un formaggio raro, particolare perché gli ovini pascolano allo stato brado nei pascoli del comune di picinisco e della valle di comino fin oltre i millecinquecento metri. è a latte crudo e pasta cruda. ha una consistenza morbida, pur presentandosi compatto o con leggere occhiature. di colore variabile, dal bianco al tipico giallo paglierino dei pecorini. a seconda della stagionatura, il suo sapore varia d’intensità ed aumenta il grado di piccantezza.

i salumi

  • lombetta stagionata. è marinata per dieci in un composto di vino bianco, brandy e buccia d’arancia. segue la stagionatura di due o tre mesi, ricoperta dalle erbe mediterranee. per questo sa di rosmarino, menta, finocchietto selvatico…
  • lonzino di montefiascone. è un prodotto tradizionale che conserva il classico aspetto del lombo conciato nel vino rosso. è sottoposto ad una lunga stagionatura che può durare fino a sei mesi: il suo sapore è pertanto assai deciso ed intenso.
  • salsiccia di monte san biagio stagionata. ha pezzi di grasso molto grandi e il colore della carne è rosso vivo. è condita con sale, coriandolo tostato e macinato, peperoncino piccante, peperone rosso dolce, moscato di terracina. l’asciugatura e la stagionatura avvengono in cantine o nelle cosiddette “caprarecce”, dove viene eseguita anche l’affumicatura, funzionale alla conservazione e ad una particolare aromatizzazione.
  • speck affumicato al ginepro. segue il tradizionale processo di produzione dello speck ma è affumicato con rami di ginepro, fattore che lo rende produtto unico del lazio.

 

Inoltre concludono la pagina con due approfondimenti

prodotto tipico: com’è tutelato

prodotto tipico: cosa significa

 

 

Salvate i salvatori!!!!

Salvate i salvatori!!!! vi scrivo per fare un appello, come sapete abbiamo investito molte forze per salvare dall’estinzione e garantire la futura produzione e sopravvivenza del CONCIATO DI SAN VITTORE, non devo descrivervi io qual’è la situazione economica che stiamo attraversando, bhe’ noi la stiamo sentendo ed è per questo che vi chiedo di aiutarci!!!! a chi verrà in bottega a comprare un conciato intero faremo omaggio di una confezione di Birrotto i nostri biscotti di farro fatti con la duchessa di birra del borgo!!!! grazie!!!!

Rome for foodiers…. DOL segnalato dalla nuovissima App di ParlaFood!

Katie Parla food“… parla di DOL e del nostro blog!! Anche sullo smartphone e tablet! Infatti, come riporta sul suo blog, dopo oltre un anno di lavoro, segnala 135 tappe del gusto a Roma tra cui… noi, DOL… La Bottega del Gusto Di Origine Laziale!

L’applicazione si chiama Rome for Foodies (e è disponibile su iTunes e Android Market ), e nasce con lo scopo di guidare i turisti stranieri e in generale gli anglofoni alla scoperta del buon mangiare e bere della Capitale!

Per saperne di più vi suggeriamo anche l’articolo di Scatti di Gusto (da cui abbiamo anche attinto lo “scatto”) della top 20 di Katie… in cui siamo orgogliosi di farvi notare… DOL nella category… “Gourmet Food Shops”!

E come ci definisce Katie

“DOL (Di Origine Laziale) is a food shop specializing in the products of Lazio. Look for prosciutto cooked in wine, local oils, Onano lentils, and olives from Gaeta, among other delicacies”.

Cosa altro aggiungere?

You are very wellcome to Centocelle!

Roma e i detti culinari romaneschi. Dalla tradizione al Belli! Buon appetito ;-)

A Roma se ne sentono dire di tutti i colori. Anche sul mangiare. Ma poi spesso una volta che senti una bella frase o un detto, te la scordi dopo un po’. Quindi ecco che proviamo a tenerne memoria di alcuni…

Uno, fra tutti, ci ricorda le feste appena passate:

E’ mejo che la panza mia crepi che la grazzia de Dio se sprechi

Ve ne lasciamo un po’ ma gli altri… gli altri aggiungeteli voi!

Questi forse i più famosi

 Panza mia fatte capanna

Se campa na vorta sola

Chi magna da solo se strozza

e le sequenti non son meno simpatiche e gustose…

Se magna pe campà no pe crepà
Chi beve pe’ magnà magna pe vive
A la braciola la graticola, ar fritto la padella
Noci e pani pasto da sovrani
Pane d’un giorno e vino d’un anno
Magna quer che voi e spenni quer che poi
Co li broccoli ce vo’ l’aringa
Chi cià er pepe lo mette alle rape, chi nun ce l’ha le magna sciape

Chiudiamo in bellezza col grande Giuseppe Gioacchino Belli e la frittata preparata da una nonna con poco… coi poveri vegetariani “forzati”…

LA BBONA FAMIJJA
Mi’ nonna a un’or de notte che vviè Ttata
Se leva da filà, ppovera vecchia,
attizza un carboncello, sciapparecchia,
e mmaggnamo du’ fronne d’inzalata.
Quarche vvorta se fâmo una frittata,
che ssi la metti ar lume sce se specchia
come fussi a ttraverzo d’un’orecchia:
quattro nosce, e la scena è tterminata.
Poi ner mentre ch’io, Tata e Ccrementina
seguitamo un par d’ora de sgoccetto,
lei sparecchia e arissetta la cuscina.
E appena visto er fonno ar bucaletto,
’na pissciatina, ’na sarvereggina,
e, in zanta pasce, sce n’annamo a letto.
28 novembre 1831

Poesia e foto riprese da http://mondodelbelli.blogspot.com/2010/10/la-buona-cena-povera-frittata-della.html di Nico Valerio & Paolo Bordini

Il Lazio raccontato coi giocattoli dalla fine del XIX Secolo!!

Tra le chicche del Lazio questo video non può non piacere a tutti!!! A Zagarolo il museo del giocattolo che raccoglie da fine del XIX secolo la storia della nostra regione attraverso i giochi!

Eccovi il video e… qualche info in più!

Il Museo del Giocattolo non vuole proporsi come mero custode passivo di pur storici e significativi reperti, bensì come contenitore vivo e ricco di iniziative per favorire riflessioni, creatività e fantasia, nostalgie e proposte, promuovendo ed ospitando attività culturali e didattiche, convegni, seminari, mostre temporanee, spettacoli.

Il percorso museale intende, dunque, raccontare, con la sua esposizione, non solo la realtà percepita attraverso la trasfigurazione della sensibilità infantile ma la nostra stessa memoria che, grazie a  tale trasfigurazione, si snoda attraverso le forme dei magici oggetti che popolano le vetrine e gli spazi del museo.

I quadri espositivi rappresentano momenti della vita quotidiana: la città, la strada, la famiglia, le architetture, il lavoro, i trasporti vivono all’interno dello spazio insieme ai viaggi straordinari, alle gare automobilistiche, al circo ed al luna park.

Una particolare attenzione da parte del Museo è volta alla diffusione, presso le più giovani generazioni, del significato dei giocattoli esposti, che viene approfondito attraverso la scoperta delle caratteristiche tecniche, meccaniche e costruttive degli stessi.

E’ per tale motivo che una grande cura, anche organizzativa, viene dedicata ad attività didattiche e di laboratorio, nel corso delle quali vengono trasmesse le tecniche di costruzione di giocattoli, burattini e marionette, stimolando così la fantasia e l’abilità manuale dei più giovani.

Nel corso del primo anno di apertura del Museo centinaia di bambini, prevalentemente delle scuole elementari, hanno partecipato con entusiasmo a tali attività con un interesse sempre crescente. Riteniamo che questo rappresenti il primo vero successo del Museo e ricompensi gli sforzi di quanti, con diversi compiti e responsabilità, vi hanno felicemente contribuito.

http://www.museogiocattolo.it/museo.html

Voglia di orto in città? Zappate romane!!

L’estate oramai è alle spalle. Ditelo che molti di voi tra campagne, montagne e vacanze nella natura, avrete detto: ah… se potessi tornare alla terra… ma in città?!! Beh in città ci si organizza. Una idea? Le zappate romane! E ovviamente Centocelle e dintorni non poteva proprio mancare…!

Eccovi dal sito qualche info per chi ha voglia di riassaporare la terra tra le mani, le erbacce da strappare e il vedersi crescere i prodotti frutto della propria passione e… vedere crescere il verde in questa città troppo spesso grigia!

Un giardino/orto condiviso (GOC) è anzitutto uno spazio pubblico con finalità socioculturali e ambientali. A differenza dei giardini pubblici tradizionali, i giardini e gli orti condivisi vedono protagonisti tutti i cittadini perché sono realizzati e/o gestiti dai cittadini stessi riuniti intorno ad un progetto comune per rendere migliore il loro quartiere.

Molto spesso un giardino condiviso è lo spunto per fare altro: un luogo di incontro, far giocare i bimbi, avere un po’ di relax, praticare uno sport all’aperto, fare attività culturali, imparare una lingua, fare giardinaggio, coltivare un orto per l’autoconsumo, fare volontariato sociale o educazione ambientale. Il giardino condiviso può essere il fulcro di una comunità delineando nuovi modi di vivere la città.

Monti Aurunci. Un bel video per chi non li conoscesse ancora!

W i parchi riserva naturale! Eccovi un bell’esempio. I Monti Aurunci. Una meravigliosa parte del Lazio. Quanti la conoscono? Vi lasciamo questo video per incuriosirvi!

È il parco più meridionale del sistema delle aree naturali protette del Lazio. Situato a pochi chilometri dal mare, è vicino al parco della Riviera d’Ulisse e, più a sud, al parco regionale di Roccamonfina in Campania. Si estende per 19.374 di territorio a interessare dieci comuni, quattro in provincia di Frosinone, Ausonia, Esperia, Pico e Pontecorvo e sei in provincia di Latina, Campodimele, Formia, Fondi, Itri, Lenola e Spigno Saturnia. Inoltre l’ente parco gestisce due monumenti naturali: Mola della Corte Settecannelle Capodacqua nel … segue >>

Buona visione

Kitty’s kitchen: Zucchine ripiene su crema di patate e menta. Un capolavoro!!!

Sei una zucchinaTramite Twitter scopriamo questa delizia (con un pizzico di merito “DOL”)… Che ve ne pare? Gustosissima e raffinata, secondo noi! Un Grazie  ad Elisa e alla sua Kitty’s Kitchen per la scelta di prodotti DOL nella cena e un saporito Complimenti!!!!

Entrare un qualsiasi sabato mattina verso le 11 da Liberati comporta una lunga attesa al bancone della carne e tuttavia quello dei formaggi non è da meno. Mi verrebbe da dire alla faccia della crisi!
Non troppo lontano, tappa fissa ormai, c’è D.O.L. per chi ancora non lo conoscesse è una bottega specializzata nella vednita di salumi, formaggi&more a filiera corta cioè tutti prodotti del Lazio. A chiudere il triangolo nelle bermude c’è il ristorante giuda ballerino se volete concludere il sabato di shopping gastronomico in uno dei migliori ristoranti della zona Cinecittà e di Roma in generale.

In questi weekend di assalto al mare per i romani io fuggo in direzione opposta e così mi ritrovo a casa la meravigliosa pancetta e il guanciale di Liberati (Che gricia! Chevvelodicoaffa!), il Conciato di San Vittore il pane di Lariano e le uova bio di Vincenzo di DOL. Prima che decida di farmi tutto fuori da sola sarà meglio invitare qualcuno a cena no? Questa in effetti è stata lo storia di queste zucchine, presentate come piccolo antipasto.
La cena si è conclusa con un tagliere di formaggi, of couse e… Quando la mia amica mi dice che lo stracchino di capra di DOL sembrava certosino, un pò mi cadono le braccia, ma sorrido perchè so che li sto educando, lentamente, ma li sto educando!

Per continuare a leggere e vedere la ricetta… fate un salto (e anche un bel giro) nella Kitty’s Kitchen!

 

Vi ricordiamo poi che i prodotti gustosissimi a KM Zero li trovate da noi a Centocelle e al Quartiere Africano a il Territorio!

Per chi non lo conoscesse, permetteteci di presentarvi IL TERRITORIO!

Questo post ce lo scrive il nostro amato figlioccio Il Territorio! Ve lo volevamo presentare e abbiamo deciso di lasciargli spazio e PC!

Territorio, racconteresti cosa fai di bello nella vita?

“Grazie a papà DOL Bottega Del Gusto vi offriamo i migliori prodotti laziali, mirando a diffondere il rivoluzionario concetto di filiera corta. Per una economia migliore, più umana, valorizziamo i prodotti del nostro territorio, limitati, stagionali e chi per noi ha scelto di produrre secondo i tempi e le possibilità di Madre Natura. Un grazie a voi tutti, “pericolosi partigiani”, che sposate la nostra filosofia e battaglia contro la globalizzazione alimentare, ogni giorno, scegliendoci. Mangiare meno, mangiare meglio!”

Ok… ma dove bazzichi di solito?

“Per chi non ci conosce, siamo il Territorio, e ci trovate a Via Felice Anerio, quartiere Africano. Perché e quando venire a conoscerci? Quando siete persone che amano gustarsi la buona tavola, scoprire le radici dei piatti e dei prodotti e sapere da dove vengono!!!”

DIVENTA FAN DI IL TERRITORIO: http://www.facebook.com/ilterritorioformsalum?sk=info

DIVENTA FAN DI DOL: http://www.facebook.com/pages/Dol-Bottega-del-Gusto/72181993008

Ma il Pecorino Cenerino lo conoscete?! Tra i ricnoscimenti anche il “miglior formaggio del Lazio”

Il Pecorino Cenerino è originale della Tuscia, Premio “miglior formaggio della regione Lazio 2006”. Il nome nasce dal fatto  che l’affinamento avviene nella cenere del faggio!

Ma eccovi una bella descrizione (presa dal nostro Catalogo)! Altrimenti potete approfondire sull‘arsial e su percorsi enogastronomici.

Formaggio ovino a pasta dura che, dopo un attento processo produttivo, nel ripetto della tradizione casearia locale, viene stagionato in locale asciutto per un periodo minimo di 12 mesi. La peculiarità di questo prodotto è data dai trattamenti manuali (massaggi) a cui è sottoposto, con olio e cenere di camino, subito dopo i primi 40-45 giorni di stagionatura. Il colore della pasta è giallo paglierino e la crosta è rugosa, asciutta e oleata. La stagionatura può protrarsi anche oltre i 100 giorni, e il sapore va dal leggermente salato al piccante. Questo prodotto è inserito nell’elenco ufficiale dei prodotti tradizionali della regione Lazio.

Per chiedere dal vivo qualche info o venirlo ad assaggiare vieni da DOL a Centocelle o a Il Territorio al quartiere africano!